| I ragazzi illustrano ai vicentini i segreti dell'Euro, organizzando giochi e quiz, raccogliendo le domande dei passanti e regalando euroconvertitori e monete di cioccolata. L'iniziativa è stata organizzata in collaborazione con la Camera di commercio di Vicenza e ha il patrocinio dell'assessorato comunale ai servizi educativi. UN SONDAGGIO SULL'EURO A pochi giorni dall'introduzione della moneta unica, un sondaggio su tremila persone realizzato da un istituto di ricerche di Bologna e Roma, conferma la relativa calma con cui gli italiani attendono l'inizio di questa nuova fase storica, ma anche il persistere di alcuni timori. Più informati e già a diretto contatto con l'euro, sono risultati i ceti produttivi, le donne e le zone del Centro-Nord. Meno preoccupati sono i giovani e le persone che lavorano, che sono anche i più convinti del contributo che la nuova moneta potrà dare a rafforzare l'unità europea. Ad unire tutta l'Italia è invece la paura di aumenti dei prezzi, anche se al Nord è attenuata dalla fiducia nella rete dei controlli e le donne sembrano meno preoccupate perché stanno monitorando giorno per giorno il comportamento dei commercianti. Il quesito:"Dal primo gennaio 2002 entrerà in circolazione la moneta unica. L'avvicinarsi di questa scadenza la preoccupa?" Più della metà (il 59,9%) hanno risposto poco o per nulla; il 15,7% sono abbastanza preoccupati, e il 24,4% invece lo sono molto. Poco preoccupate le fasce d'età dai 31 ai 60 anni (già inserite nel mondo del lavoro e quindi già da tempo a contatto con la nuova realtà monetaria, anche se finora virtuale); le donne (che nella spesa quotidiana sono alle prese con i doppi prezzi, e sono state le prime a dotarsi pragmaticamente dell'euroconvertitore); e, complessivamente, gli italiani del Nord. Gli indici più alti di timori, invece, sono stati registrati nelle fasce sociali meno informate, perché sono ancora in gran parte fuori del ciclo produttivo (i giovani, per il 48%) o perché generalmente sono meno scolarizzate (gli anziani, per il 49%). Alla domanda: "L'introduzione della nuova moneta potrà aiutare l'integrazione europea?" il 44% degli intervistati ha risposto che produrrà un forte miglioramento; anche per un'altra fetta (39%) ci sarà miglioramento, ma debole. Ma ciò che, in questa fase, unisce davvero gli italiani è la paura che gli arrotondamenti per l'euro possano innescare un'ondata di aumenti dei prezzi. Ne sono sicuri addirittura l'82% degli intervistati, e sembra perciò che non abbiano ottenuto ancora nessun effetto (neanche psicologico) gli accordi tra produttori, commercianti e associazioni di consumatori promossi da Governo e Parlamento. Ma, anche in questo caso di generale preoccupazione, fanno notare gli autori del sondaggio, torna a pesare il fattore informazione: hanno infatti relativamente meno timori di aumenti dei prezzi le donne (che, appunto, li verificano quotidianamente), i lavoratori tra i 31 e i 40 anni, e gli abitanti del Nord, che evidentemente sono più fiduciosi nei meccanismi di concorrenza e di controllo del mercato. |