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Giorgio De Rienzo
Giorgio De Rienzo
Il dolore di amare
Marsilio
223 pag
26.000 lire
Diciamo subito che questo non è un libro facile da mandare giù. Eppure è talmente verosimile e credibile nella sua puntigliosa descrizione del male, che raramente è capitato di leggere un resoconto altrettanto lucido e onesto. Un uomo disperatamente innamorato ripercorre la sua vita accanto alla moglie malata fin da giovanissima di depressione. Rievoca con profonda commozione la caparbietà che lo ha spronato a combattere contro quello che è stato definito in tanti modi diversi, il "male oscuro", il "male di esistere", il "mostro onnivoro", l'"amante lugubre". Attraverso le tappe di una vita insieme, dal fidanzamento al matrimonio e ai figli, fino alla tragica fine, la storia narrata ci parla in modo esemplare del buio, del silenzio, del delirio, del senso di esclusione e di impotenza provati dinnanzi ad un nemico che non si può combattere. La vita con Laura è un susseguirsi di momenti di apparente calma, in cui sembra che il mostro sia, se non vinto, almeno in ritirata, ed altri nei quali invece torna a tirar fuori la testa e gli artigli, per fare male ogni volta di più, per portare via la luce, la vita stessa. La scansione dei momenti trascorsi assieme alla moglie sofferente rende appieno tutta la drammaticità, la durezza di una lotta senza esclusione di colpi e purtroppo senza vie di uscita. Per trentacinque anni Francesco sperimenta sulla sua pelle quanto sia difficile stare accanto ad una persona cara così dolorosamente segnata dalla vita, così tormentata, infelice e spesso incapace di reagire. Rileggendo i diari di Laura, dopo il suo tragico siucidio, Francesco, quasi a voler rendere un ultimo,estremo atto d'amore alla sua amata compagna, ripercorre con grande e rinnovata consapevolezza molte delle tappe di una vita intera, e questo lo aiuta ad accettare, forse, l'ingrato destino, e a riconsiderare la sua intera esistenza sotto una nuova luce. Tale e tanta è la sofferenza che traspare dagli scritti di Laura, che non si può fare a meno di essere partecipi con accorata empatia dello strazio di questa anima infelice, perduta nel labirinto oscuro e ineluttabile della propria condanna. Paradossalmente, è proprio in questo doloroso percorso di morte che Francesco ritrova un nesso, un legame con la vita e con l'amore grande che ha nutrito per Laura. Un amore che non può cessare, non può essere cancellato da nulla, neppure dal "mostro onnivoro", che pure s'è portato via la sua vita. "...Nel lungo viaggio che ho percorso sono certo di una cosa sola: di essermi spogliato di tutta l'arroganza, di avere acquisito una consapevolezza nuova......io ho preteso con una superbia di cui oggi mi vergogno, ho preteso di decifrare i segreti della tua mente e di riuscire a correggerne le deviazioni, come se ciò fosse possibile a un uomo comune, quale io sono. Oggi, sconfitto nella sciocca presunzione, oggi, dopo questo lungo percorso che ho attraversato con sofferenza, mi sento enormemente ricco soltanto della mia povertà. Forse posso davvero nutrire delle speranze per il futuro, perchè, dopo tanti anni di sforzi sostanzialmente vani, ho alla fine raggiunto la capacità di essere intimorito dalla profondità della mia ignoranza". Sono molti i testi scritti negli ultimi anni sulla realtà della depressione, alcuni veramente validi, altri meno, e in parte anche grazie ad essi la società oggi ha acquisito maggiore coscienza delle enormi implicazioni e conseguenze di questa malattia. Ormai sappiamo che intere legioni di esseri umani ogni giorno soffrono, lottano contro un nemico che sta dentro di loro e che prende molte forme, dalle più leggere alle più gravi e invalidanti. Si potrebbe dire ,con un pizzico di ovvietà, ma solo per semplificare, che quella in cui viviamo oggi è l'epoca dell'instabilità, non solo economica o fisica, ma anche mentale, e forse il nesso non è poi così lontano. Ansia, angoscia, depressione, per tacere di altre e ben più gravi patologie, sono per molti di noi infausti quanto indesiderati compagni quotidiani. Non è questa la sede per ricercarne le cause, e lasciamo questo lavoro ai più competenti, ma resta comunque il fatto, innegabile, delle cifre, resta una realtà tangibile e verificabile. In questo panorama difficile, il racconto di De Rienzo ci è sembrato se non altro una testimonianza vera, autentica, non guidata da interessi di alcun genere, da nessuna ideologia. Senza volere suggerire alcun "buon consiglio", le parole del libro ci rendono partecipi di qualcosa che può capitare ad ognuno di noi, nessuno escluso. E proprio per questo alla fine della lettura, nonostante la drammaticità dei fatti narrati, si esce con un senso di forza e di coraggio che ci riavvicina alla vita e al suo significato. Perchè se amare può significare soffrire, molto spesso è anche un segno, l'unico forse, di ricchezza e di umanità.

31/12/2001

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