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Rubriche / Libri
Claudio Risè
Claudio Risè
Essere Uomini

In "Essere uomini" Risè riprende e rafforza le teorie già esposte nei suoi libri precedenti, secondo le quali maschi non si nasce ma si diventa, attraverso un percorso difficile e impegnativo, per nulla scontato.
Il fulcro attorno al quale ruotano i concetti di cui Risè si fa portavoce, è che il maschio oggi è diventato un essere non più autonomo, ma dipendente da varie entità più o meno personificate: la madre, che gli ha dato la vita ma lo ha anche ingabbiato nelle strette maglie di un'educazione spesso castrante; l'azienda, che gli dà il lavoro ma lo costringe in ruoli che spesso egli avverte come una prigione; la società, che sembra in apparenza concedergli ampia libertà di scelte, ma che a ben vedere rappresenta la fonte primariadi ogni sua schiavitù. La figura maschile, di conseguenza, ha perso prestigio trasformando il maschio, a poco a poco, in un consumatore inconsapevole e robotizzato, schiavo della moderna società dei consumi, una socità delle "buone maniere" e del "politicamente corretto", apparentemente dotata di molte regole e leggi, ma in realtà totalmente disorganizzata, abbandonata alla legge del più forte, del più prepotente. Per ritrovare la sua smarrita identità l'uomo oggi deve tornare ad onorare le figure maschili del Mito, quelle del Guerriero, dell'Amante, dell'Errante. Valorizzando nel giusto modo le virtu' maschili , non nel senso di un male inteso maschilismo ma di una leale e concreta virilità, il maschio moderno potrà riconquistare il suo vero posto nel mondo, eventualmente accanto ad una donna, ma con dignità ed autorevolezza.

CHI E' CLAUDIO RISE'
Claudio Risè, giornalista, scrittore, psicanalista e docente di Polemologia nell'Università di Trieste, da molti anni si dedica alla psicologia analitica di ispirazione junghiana. E' ricercatore presso la fondazione Eranon di Ascona, la quale pubblica periodicamente gli importanti "Quaderni". E' autore di alcuni libri che hanno acceso anche in Italia il dibattito sul "maschile", come "Il maschio selvatico", "Parsifal- l'iniziazione dell'uomo alla donna e all'amore"- e "Maschio amante felice". Per questo impegnativo lavoro, Risè si è ispirato, adattandole alla società italiana, alle teorie di un noto scrittore-poeta americano, Robert Bly, autore di un best seller che ha fatto molto parlare di sé in tutto il mondo ("Per diventare uomini"-Mondadori), e che è diventato un vero e proprio "cult" per i molti uomini che seguono, prima in America e adesso anche in Europa, i suoi seminari e le sue conferenze.

Nei boschi americani ed europei si organizzano "riunioni" di soli uomini, alla ricerca del selvatico che è in loro, e nella natura, quella "wilderness" tanto cara a molti scrittori e filosofi. Per Risè la "selvatichezza" è un luogo della psiche dove l'uomo ritrova la sua direzione istintuale, tanto più determinante ed urgente quanto più noi oggi siamo alla fine di una civiltà che ha rimosso fortemente gli aspetti legati agli istinti e alla capacità di "sentire" la realtà intorno a noi. Questo ha generato cio' che molti hanno definito il "vuoto" della società odierna. Attraverso un maggiore contatto con la "selvatichezza", intesa come recupero della nostra integrità istintuale, l'uomo di oggi può arginare il dilagante avanzare della tecnologia che a volte ci è di aiuto, ma molto spesso, come è sotto gli occhi di tutti, può rivelarsi nociva, quando non addirittura letale per la nostra stessa sopravvivenza.

IL MASCHIO SELVATICO
Al centro del lavoro analitico svolto da Claudio Risè negli ultimi anni c'é la figura del maschio selvatico. Ma chi è e che cosa rappresenta? Ascoltando centinaia di pazienti giorno dopo giorno, Risè si rese conto che a stare peggio erano proprio gli uomini. Questo malessere era causato da una perdita di identità che deriva dal fatto che per la prima volta nella sua storia, oggi l'uomo non viene più iniziato alla società degli adulti dal padre o da una figura maschile autorevole, ma piuttosto dalla madre, o da altre donne, come la maestra o l'assistente sociale. L'origine di ciò va ricercata nel cambiamento epocale causato dalla Prima Guerra Mondiale, quando i padri erano impegnati in battaglia e successivamente con la crescita industriale, che ha inglobato la maggior parte del tempo degli uomini sul lavoro, lontano dalla famiglia e dai figli. Oggi dunque moltissimi bambini crescono in quella che è stata definita una "società senza padre": nasce così l'uomo matrizzato, sottomesso alla società, la Grande Madre di tutti i consumi. Per riacquistare la sua libertà il maschio oggi deve saper seguire l'archetipo dell'Uomo Selvatico, sempre presente nel suo inconscio, che gli consente di recuperare il proprio istinto maschile, dove risiedono la sua vera forza e il suo autentico sentimento. Il maschio selvatico è la parte che si sviluppa nell'introversione, nel silenzio, in opposizione alla parte fuorviante e rumorosa della società occidentale del consumo e dello spettacolo a tutti i costi. Nel quotidiano, molto importante è la relazione con la natura, con la quale egli cerca un contatto personale, profondo, senza la necessaria presenza delle donne. Seguendo i codici della natura, che non hanno nulla a che vedere con le moderne mode "New age", l'uomo agisce con naturalezza: non segue mode, non si piega alle regole ingiuste della società, insomma diventa sé stesso. Se questo causa litigi nella coppia, ben vengano. Oggi molte coppie non litigano mai, e questo genera rancori, depressioni e un bel giorno uno semplicemente "scoppia" e se ne va. Ci sono ovviamente anche altre cause, ma questa è una delle principali. L'uomo selvatico ama una donna libera, che non gli sta addosso tutto il tempo, ma che lo lascia libero di vivere i suoi spazi, così come lei vive i propri. Il movimento dei Maschi Selvatici può essere accusato di "maschilismo"? Secondo Risè oggi i due sessi per uscire dall'attuale situazione di disagio debbono riconoscere il valore del proprio genere, quello dell'altro, e le rispettive differenze, riconoscendole, accettandole ed integrandole. In reltà la crisi del maschio contemporaneo non è dovuta al femminismo, poiché era iniziata prima, quando le grandi corporations si sono portate via i padri a danno dei figli.

IL MANIFESTO DEL MASCHIO SELVATICO
Uomini si nasce, maschi si diventa.
Un lupo al guinzaglio è un cane lupo,
un uomo al guinzaglio è un cane uomo.
Un uomo libero è un uomo che conosce nel profondo la sua identità maschile.
Se non la onora e la protegge sarà facile preda e schiavo di mercanti che gli lasceranno un cuore a forma di hamburger e un'anima prigionieradi una gabbia di chiacchiere vuote, depresso consumatore di merci, mode, costumi ed emozioni artificiali, tutto già confezionato e pronto per l'uso.
Siamo se seminiamo la vita.
Siamo se onoriamo l'identità e il sapere maschile che non è né meglio né peggio di quello femminile, però diverso.
Siamo se, guerrieri, doniamo come i maschi sanno e devono fare.


31/12/2001

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