| Da un recente sondaggio condotto dalla rivista specializzata Riza Psicosomatica è emerso che gli italiani vorrebbero avere più autostima: il 90% degli intervistati desidera sentirsi più sicuro di sé, volersi più bene. Nel suo ultimo libro lo psichiatra Willy Pasini, già autore di numerosi saggi di carattere divulgativo, affronta uno dei temi maggiormente cari alla moderna psicologia, quello appunto dell'autostima. Lo fa partendo da un punto di vista corretto e attinente alla realtà: oggi il raggiungimento di molti traguardi della nostra vita materiale, nel lavoro come nelle relazioni e nello studio, sono strettamente legati alla fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità. Di pari passo, proprio la mancanza di questa fiducia può spesso condurre al mancato raggiungimento di quegli stessi obiettivi, con la conseguente caduta verso uno stato di insicurezza, di frustrazione, quando non di rancore e rabbia, anticamera sovente di sentimenti ansiosi e depressivi.  Pasini ci fa giustamente notare come soltanto nella società moderna si sia cominciato ad attribuire un valore positivo all'autostima: negli insegnamenti delle religioni millenarie infatti, tanto il cristianesimo quanto il buddhismo, l'amore di sé non va coltivato bensì combattuto, se si desidera raggiungere il traguardo finale della beatitudine o dell'illuminazione. Figli di questi insegnamenti secolari dunque, siamo un po'orfani di quel sano sentimento di amore per noi stessi che nei molti frangenti della vita ci può essere di grande aiuto: l'umiltà è la virtù cristiana per eccellenza, l'altruismo e l'amore per il prossimo sono le qualità essenziali del "buon padre di famiglia", mentre l'amore per sé è considerato sterile egoismo, se non addirittura cinismo. Tuttavia, al di là di semplicistiche banalizzazioni, la buona psicologia ci insegna che "volersi bene" nel senso sano e positivo del termine è cosa assai diversa dall'esere egoisti o cinici. La stima di sé, come sostiene lo psicanalista Erikson, viene dal di dentro, da quel substrato di fiducia che si è formato nell'infanzia, legato al rapporto con i propri genitori, e l'eventuale carenza di ciò può portare a conseguenze drammatiche. Se questa è la teoria però, ben altra cosa è la realtà di tutti i giorni: sono pochi infatti coloro che possono contare su una solida base di autostima e il più delle volte si finisce col guardare fuori, verso gli altri, la moda, la pubblicità, o i vari conformismi, facili proprio perchè generalizzati e al riparo da analisi personali approfondite. L'autostima, sottolinea Pasini, è un sentimento difficile da descrivere perchè è mobile, fluttuante, spesso legata, anche se così non "dovrebbe" essere, alle alterne vicissitudini della vita. Si può dire che essa sia il giudizio che ognuno di noi da del proprio valore: se siamo più o meno contenti di noi stessi, se crediamo in ciò che facciamo, se abbiamo quel senso di fiducia nelle cose e nelle persone che da' significato alle nostre azioni, presenti e future. Seguendo anche stavolta un percorso fatto di numerosi "casi" personali, Pasini ci conduce, attraverso un'analisi che tocca anche le due teorie attualmente più in voga sull'autostima, quella personale e quella sociale, a comprendere come essa sia simile ad un fiore che va innaffiato ogni giorno. In noi risiede, in ultima analisi, la capacità di coltivare la nostra interiorità, al riparo da mode passeggere o influenze esterne, di curare con attenzione e amore il nostro "orticello" di sicurezza e serenità. Nella vita, in sostanza, siamo già subissati di messaggi esterni negativi, per non dire brutali: imparare ad essere più generosi con noi stessi non può che farci bene. Non si tratta della solita formuletta buonista, valida per tutte le stagioni, ma di una profonda verità, anche se bisogna dire, a scanso di equivoci, che una cosa è leggerla o sentirla, e altra cosa è metterla in pratica. Per questo diventa importante comprendere in profondità i meccanismi che attivano la nostra psiche, sempre con l'aiuto di un valido e capace professionista, e andare alla radice vera del problema. Insomma l'autostima è un po' come il famoso coraggio di Don Abbondio: se uno non ce l'ha non se lo può dare da solo. Però può farsi aiutare da qualcuno che gli insegni come raggiungerla, e magari anche mantenerla. Comunque sia, vale sempre la pena di provarci, per vivere meglio con sé stessi e con chi ci sta vicino. |