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Rubriche / Libri
Christophe Dejours
Christophe Dejours
L'ingranaggio siamo noi
Il Saggiatore
218pag.
25.000 lire
Noto psichiatra e sociologo francese, Chistophe Dejours analizza in questo suo autorevole e lucido saggio quella che lui stesso definisce "la sofferenza economica nella vita di ogni giorno". La tesi di fondo è che nella società odierna i concetti di "massima produttività" e "redditività d'impresa" sono caricati di troppi significati, e condotti fino alle estreme conseguenze, finendo per sacrificare i diritti basilari dell'individuo in nome del cosiddetto "neoliberismo economico". Ogni giorno molte aziende vengono smembrate e "riordinate"e i lavoratori non ritenuti più "all'altezza" secondo le nuove regole, vengono dapprima messi a margine del processo produttivo e poi eliminati senza eccessivi scrupoli. Questo meccanismo perverso ha cominciato già da alcuni anni a dare i suoi mefitici "frutti", con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti, giorno dopo giorno. Il meritoprincipale del libro è il tentativo di spiegare perchè i dipendenti accettino di subire queste condizioni, e perchè i dirigenti le infliggano. Alcune delle motivazioni studiate da Dejours e dalla sua equipe riguardano la rassegnazione fatalistica di fronte a tali condizioni, il drastico calo della solidarietà umana, e soprattutto l'accettare che questa specie di "guerra" economica, che coinvolge le aziende impegnate sul campo di battaglia, sia del tutto naturale e inevitabile. L'ingranaggio micidiale dei ritmi produttivi e delle sue nuove regole, insomma, ci vedrebbe tutti indistintamente complici e incapaci di ribellione o di semplice affermazione dei propri diritti.
Non solo, quel che è peggio è che il nostro subconscio, secondo l'autore, metterebbe all'opera tutta una serie di strategie "difensive" indispensabili per salvaguardare la nostra coscienza, e renderci indifferenti davanti all'ingiustizia sociale patita da chi ci vive vicino, fino a quando la cosa non ci tocca direttamente.
Di assoluto interesse e profondità analitica sono, in particolare, le osservazioni di Dejours sul concetto di "banalizzazione del male", magistralmente espresse a suo tempo dalla studiosa ebraica Hannah Arendt, con riferimento alla tragedia dell'olocausto nazista.

31/12/2001

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