| "La facoltà più importante che le donne possono mettere a frutto è la propensione a realizzare una più profonda intimità con se stesse e a conquistare una più ampia libertà di pensiero e di espressione, sia pure al termine di un sofferto cammino". E' in queste parole che possiamo trovare la sintesi del bel saggio di Ivana Castoldi, psicologa e psicoterapeuta, che spiega in termini semplici e attuali i tanti perchè di un fenomeno innegabilmente presente nella società di oggi, e cioè la conquista dell'autonomia femminile. Secondo l'autrice questa autonomia passa necessariamente attraverso la solitudine (e non la "singlitudine" si badi bene), che è la condizione migliore per raggiungere la capacità di guardare dentro di sé, ai propri desideri, ai propri talenti, senza stampelle, senza quell'appoggiarsi ad un uomo che molto spesso le donne finiscono per accettar, e che altrettanto spesso si rivela fonte di malintesi e di dipendenza. Le storie delle donne che ce l'hanno fatta ci insegnano che la libertà, di mente e di spirito, è sempre possibile, a qualunque età. Perché le donne hanno questo di bello: che sanno ridefinirsi, ripartire da capo, anche dopo patimenti e anni di dipendenza. "Meglio sole" si rivolge alle donne di ogni età per stimolarle a riprendere in mano la propria vita e a realizzare concretamente quell'affrancamento dai pregiudizi culturali e dai condizionamenti sociali che né il femminismo né il riconoscimento dei pari diritti sembrano in realtà aver attuato. In parte per colpa delle donne stesse, perché spesso contribuiscono attivamente a mantenerli in vita. Ma la soluzione può essere più vicina di quanto si pensi: basta smettere di comportasi come una minoranza, autorizzando gli altri a guardarci con condiscendenza, arroganza, indulgenza, ammirazione, paternalismo e prepotenza. La Castoldi scrive che le donne spesso consumano energie preziose "nel vano tentativo di ottenere comprensione e solidarietà da parte degli altri: il partner di turno, gli amici, i figli. Sempre guidate dal bisogno di trovare conferme e consenso fuori di noi, come se da sole non fossimo in grado di riconoscere il nostro valore". Molte, nel percorrere questa difficile strada, si arrendono alle difficoltà. Altre si ostinano a battere e ribattere gli stessi sentieri, senza accorgersi di ripetere sempre i medesimi errori e fallimenti. Altre ancora, invece, decidono di imboccare la strada più difficile, quella che gli americano chiamano "the road less travelled", la via meno battuta, quella più ardua, più solitaria, più avara di soddisfazioni. Ma l'unica che, se presa sul serio, può condurre alla vera consapevolezza, alla vera "rivelazione". "La solitudine-afferma l'autrice-è una condizione interiore, una particolare modalità di rapporto con se stessi e con gli altri.......La prospettiva della solitudine terrorizza la maggioranza degli individui. Essere soli viene associato all'essere abbandonati, rifiutati infelici. Quasi mai all'essere liberi, forti e capaci di godere pienamente delle opportunità che la vita sa offrire......Questo libro vuole tessere l'elogio della solitudine, intesa non certo come isolamento e chiusura verso gli altri, ma come uno stato di libertà interiore che si realizza quando l'individuo ha raggiunto la consapevolezza che c'è una sola persona al mondo sulla quale può contare incondizionatamente, che può riconoscere i suoi bisogni più profondi, che può realizzare le sue ispirazioni più genuine: se stesso." |