Scoppiettante, disperato, allegro, questo nuovo romanzo di Rossana Campo mette in scena, sullo sfondo di una stupenda Parigi multietnica, il sentimento più forte: l'amore (l'odio) per il padre. Giornate disorientate, estive, piene di confusione e forse di panico (si prepara l'evento eclisse solare). La protagonista, una tipica eroina al rovescio, come tutte le donne di Rossana Campo, è innamorata (quasi pazza) e stravagante, dipinge con colori fortissimi, forse perché dipingere è terapeutico, e butta fuori così le passioni e il dolore. Ha lasciato Pascal, anzi è Pascal che l'ha lasciata e vive con Goli, un'iraniana, mezza sballata e mezza santa che, come la protagonista e altri amici e amiche della cerchia, è stata per un po' in un ospedale psichiatrico, a Laval. In fondo lì non stava male, in mezzo ai "disadattati, gli sfigati, i ciccioni, i fuori dal mondo, quelli che non ce la fanno, quelli che parlano con la Madonna, quelli che passano il tempo a tingere i capelli a una bambola, che sono tagliati fuori dalle conversazioni educate, dalle belle macchine, dai conti in banca, dalle vetrine coi vestiti eleganti". Isolata, terrona, innamorata, la nostra protagonista ce la fa. È forte, combatte, resiste, finché un bel giorno, affacciandosi da un silenzio e da una lontananza durati quindici anni, arriva Renato Reian, il padre. Come l'eclisse oscura il sole, una cappa nera avvolge la vita: chi è quest'uomo scappato via, la prima grande cocente, indimenticabile delusione di una figlia? "Mentre lo spingo fuori sento sotto le mani la sua schiena ossuta. È molto strana la varietà di cose che uno può sentire dentro. Perché quello che sto provando è un miscuglio fra l'istinto di proteggerlo e volergli bene e la voglia di buttarlo giù dalle scale." Sono "donne sull'orlo di una crisi di nervi" le protagoniste di Rossana Campo. Non sono "brave ragazze", sono spesso strane, diverse, anticonformiste o semplicemente originali. Forse vorrebbero solo stupire, scandalizzare e invece rivelano una grande infelicità, un senso di solitudine, di noia, di insoddisfazione. Dietro la loro sicurezza si nasconde una forte inquietudine e una debolezza che non amerebbero assolutamente ammettere. Questa volta la Campo le caratterizza con spiccati problemi comportamentali ed esistenziali, testimoniati da un fattore che le accomuna: la permanenza più o meno lunga in un ospedale psichiatrico. Goli, Cecile, Viviane, Yumiko... poi la protagonista. Tutte sono " a rischio", possono ricadere nella spirale che le ha portate al ricovero. Uscirne è difficile, e l'aiuto di un'amica può essere fondamentale. Forse per questo la protagonista (che ha avuto una storia d'amore importante finita da poco) divide la casa con Goli, un'iraniana che ha attraversato la vita intensamente e spesso sa dire la frase giusta per far tornare le cose a posto. Il rapporto con gli uomini è difficile, complicato ulteriormente dall'instabilità emozionale di queste giovani donne. Nei loro lunghi discorsi, nelle conversazioni a ruota libera che riempiono le giornate, citano mariti, fidanzati, compagni occasionali e raccontano di insoddisfazioni, di sogni infranti, di possibili equilibri appena intravisti, di passioni travolgenti o di relazioni passate dall'amore all'amicizia. Ma a riempire le pagine del romanzo è soprattutto un altro tipo di rapporto: quello della protagonista con il padre. Arrivato a Parigi per rivedere la figlia, Renato viene accolto con un rifiuto rabbioso, con una ostilità non repressa, con sfoghi al limite dell'isteria. Del resto questo padre è un personaggio a sua volta imprevedibile, all'apparenza superficiale, un bugiardo un po' sbruffone (che per qualcuno ricorda Jean-Paul Belmondo) che non può piacere a una figlia, o meglio, non poteva piacere a una figlia conformista come sono i bambini. Ma dopo diciassette anni le cose cambiano e si possono dimenticare frustrazioni e delusioni e riscoprire un uomo attraverso occhi nuovi: "quando ero bambina il più grande desiderio che avevo al mondo era quello di avere un padre normale. Una persona seria, non uno che perdeva sempre il lavoro. Un padre di cui non dovermi vergognare. Oggi per la prima volta mi è piaciuto avere questo padre". Un'altra storia di fantasie e sogni femminili, tra ironia e dramma, gelosie e solidarietà, come sempre sono i libri di Rossana Campo. |