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Las Palmas
Clima diverso tra Las Palmas e Schio. credo che forse lo scirocco di queste ultime ore avrà un po' mitigato l'impatto che la truppa di Domingo Diaz, deus ex machina del basket dell' isola continente", avrà potuto subire all'atterraggio all'aeroporto Marco Polo. Speriamo non cambi quell'altro tipo di "clima", agonistico, che esattamente una settimana fa si era stabilito, almeno per tre quarti gara, a Las Palmas nel confronto di andata valido per l'accesso alle semifinali; un clima che aveva permesso alla Beretta Famila Schio di violare l'imbattibilità casalinga della formazione giallo canarino in questa coppa Ronchetti edizione 2001. Ora si tirano le somme del doppio confronto.

Il vantaggio è per Caselin e colleghe; un vantaggio esiguo di 4 punti, frutto ( o conseguenza, a seconda dei punti di vista ) di una condotta di gara ineccepibile, fatta di attenzione ed intelligenza tattica tesa a limitare il tiro da tre punti di Pelaez e Sanchez e ad approfittare della lentezza di Erb, "robusto" e combattivo centro a disposizione di Diaz e consorte (quest'ultima funge, infatti, da assistente dopo aver vestito per anni il ruolo di leader e regista della formazione spagnola ). Il copione non dovrebbe cambiare. Il condizionale ci permette di tener presente alcuni aspetti fondamentali della contesa dividendoli in vantaggi e rischi per le padrone di casa scledensi.
I vantaggi, allora:
1. dopo il taglio di Page Sauer ( sostituita in campionato dalla grande Jennifer Gillom ) Las Palmas non ha a disposizione una seconda lunga efficace e competitiva
2. l'assenza, probabile ( o auspicabile? ) di Quintero costringe Diaz a non utilizzare Peleaz nella posizione di cui al punto 1, ovvero una giocatrice duttile e difficile da marcare per una lunga di ruolo
3. la formazione ospite è piuttosto prevedibile nel suo gioco sì molto fluido, ma anche legato all'estro delle tiratrici ( all'andata Caja Rural tirò male dalla media e lunga distanza, fatto piuttosto inusuale ma evidentemente conseguenza di una attuale forma e condizione tecnica delle giocatrici che ha determinato un non esaltante 20% da tre anche nell'ultima pur vittoriosa giornata di campionato spagnolo )
4. Diaz non ha playmaker "offensivi" e questo rappresenta un vantaggio per chi deve difendere e che può così scegliere di sbilanciarsi maggiormente con le dirette avversarie negli aiuti e nelle rotazioni
5. il ritmo delle "gialle" è abbastanza monocorde, controllabile
6. la difesa non è particolarmente aggressiva, ma piuttosto fatta di aiuti e di presidio degli spazi all'interno del confine della linea dei tre punti
7. la presenza di Gillom in campionato toglie tiri ed "abitudini" alle spagnole, adesso meno decisive
Affrontando in sintesi l'argomento "rischi" una premessa è doverosa. Attenzione: molti dei vantaggi potrebbero rovesciarsi, specie se ci si dovesse fidare ciecamente dell'incapacità del Las Palmas di "cambiare pelle". Proviamo comunque un breve elenco:
1. le spagnole sanno difendere sui giochi, intuendone esecuzione e rischiando anticipi sui passaggi verso il centro
2. Diaz e le sue atlete potrebbero avere il "cuore leggero", con ben poco da perdere vista una situazione che ai più potrebbe apparire compromessa

3. Caja Rural ha sempre dimostrato di saper interpretare al meglio le partite lontana dal proprio Palasport: anche lo scorso anno nella finale di andata a Parma ( sempre di Coppa Ronchetti ) costruì un match perfetto e attento che sembrava presagire un trionfo casalingo in considerazione dello scarto esiguo ( 5 punti )
4. giocatrice fondamentale per Beretta Schio è Trish Fallon in grado di limitare Peleaz e di raccordare gioco perimetrale ed interno sia in attacco che in difesa: ma giocherà menomata per la frattura alle ossa nasali riportata nel match di campionato a Faenza e la maschera che dovrà necessariamente indossare non le permetterà una visione ottimale.
5. una concentrazione ed una determinazione non perfetta delle padrone di casa potrebbero "trascinare" la partita in equilibrio fino all'ultimo quarto trasformandolo in un maxi supplementare di 10 minuti.Insomma molti aspetti ( forse troppi ) da tenere nella debita considerazione, molti se. Resta una dato certo: Beretta parte da + 4 e potrebbe permettersi anche un pareggio, pensate. In Coppa Ronchetti è ancora prevista questa ipotesi, così come nelle manifestazioni che prevedono la formula dell'eliminazione diretta con il doppio confronto e la differenza canestri. Puntare ad un pari, allora ? Potrebbe essere un' ipotesi..
E poi il fattore pubblico: riempire il Palacampagnola è un obiettivo. C'è bisogno di calore e"forza": quelli necessari ad approdare ad una semifinale europea, ad avvicinarsi ad una delle finali ( da vincere ) alla portata del Beretta Famila Schio. Ultime curiosità: seguite la danza di Domingo Diaz, coach del Las Palmas lungo la linea laterale. Se lasciato fare può incidere su una gara perché il suo dialogo con gli arbitri è serrato, diciamo così. Resta un uomo di sport corretto con gli avversari, ma la sua voglia di Coppa, visto anche il non brillantissimo 5° posto in campionato, potrebbero accendere la miccia. Seguite poi sul campo( al suo interno ) la danza di Lourdes San Gil Peleaz: ha il numero 14, è alta 183 cm . Sa tirare, sa correre, ha piedi rapidi e una grande capacità di gioco senza palla. Così come Carmen Rosaura Lujan Sanchez: numero 5, 178 cm, una invidiabile abilità nel mostrare movimenti spalle a canestro. Sono loro che incarnano lo spirito latino del Caja Rural.sono loro che non vorranno perdere ed uscire di scena.


02/03/2001

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