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a cura di Giovanni Lucchesi

Si riparte, ancora una volta. Esaurita la Coppa Italia: fa bella mostra nella bacheca della Cerve Parma, società organizzatrice della fase finale della manifestazione. Famila, sul parquet emiliano ha lasciato uno dei suopi obiettivi stagionali, il meno importante, ma pur sempre un obiettivo per una società che non ha per ora raccolto quanto con merito e pazienza ha seminato negli anni. Parma ha vinto, viva Parma. E viva Griffith che in quella formazione è già punto di riferimento fondamentale senza possedere il "dono" della classe pura, il dono dell'"inarrestabilità", quello alla Cooper, alla Pollard, alla Lawrence dei tempi d'oro.

Yo Yo ( questo il suo nomignolo ) è stata premiata come miglior giocatrice della manifestazione: un successo meritato per quanto dimostrato nell'arco delle due serate. Eppure Schio, pur senza Perry, è lì, vicino, capace di navigare a vista con sicurezza, in attesa del recupero di un pistone fondamentale come Chana da aggiungere al motore. Il livello della Coppa Italia? Buono, anche perché sul palcoscenico si sono esibite tre tra le migliori compagini, pur se non nel loro migliore momento di forma. Meno buono il livello degli arbitraggi. Non erano presenti certo i migliori fischietti e questo ha condizionato alcune "situazioni"; è l'eterno gioco delle parti, l'eterno alternarsi di un'opinione a seconda del punto di osservazione. Se la Coppa Italia esaurisce i suoi impegni, il campionato torna a dettare i ritmi. Saliamo sull'aereo e atterriamo a Catania per proseguire verso Messina, ospiti della PCR. PCR Messina: storia di un sogno interrotto, di un progetto soffocato dalla dura realtà dei bilanci; storia di una squadra che sapeva dare spettacolo. Chi non ricorda con ammirazione la neopromossa squadra siciliana intimorire Comense, Famila, Parma e le altre grandi del campionato con una coppia di straniere tra le meglio assortite ( Gillom e Lawrence ) e con un manipolo di italiane sorprendenti e combattive come Adamoli, Correnti, Pasini, guidate dall'esperienza di Da Prà . Chi non ricorda le stracittadine infuocate con la Rescifina davanti a 2000 spettatori in un palazzetto che sembrava assolutamente insufficiente per la passione dei messinesi di ambo le sponde sportive. Fino a buona parte della stagione 99/2000 la Polisportiva Cestistica Riunita aveva dimostrato di poter reggere la serie A1 sia tecnicamente che economicamente. Poi, una volta acquisita la salvezza, la società del presidente Correnti ha purtroppo dovuto subire la legge del bilancio: via le straniere, via le migliori italiane e conclusione senza gloria, con molte polemiche sollevate da quanti avevano dovuto affrontare e magari perdere con la migliore PCR dei mesi precedenti. Oggi l'odissea è si sta trasformando in un viaggio senza ritorno. Già in estate i segnali erano stati chiari: senza sostegno economico concreto sarebbe stato ancora una volta difficile allestire una formazione competitiva. La dirigenza messinese, scartando l'ipotesi di rinunciare al campionato, venendo meno la possibilità di vendere i diritti, ha fatto il possibile: si è affidata ad elementi locali ( Latella, Gentiluomo) percorrendo la pista -che ha fruttato ottimi risultati alla Viola Reggio Calabria in A1 maschile- delle sudamericane con passaporto italiano (Avaro, Tizon con quest'ultima che ha lasciato la squadra ), richiamando in servizio atlete lontane dal grande palcoscenico (Piatta, Aurigemma ), ingaggiando atlete "straniere" con una attenzione estrema al budget (Thompson, Harris, Massey, poi Gayden) fino a tentare la carta del cambio di allenatore dopo pochissime giornate. Al posto di Gianni Tripodi è arrivato un nocchiero esperto come Aldo Gierardini, tecnico di valore ed in grado di pilotare con successo barche non solidissime in acque tempestose. Ma la situazione è triste oltre lo stretto. Le messinesi lottano, scalano le montagne, ma non riescono ancora a schiodare un tristissimo zero in classifica che significa quasi retrocessione matematica in A2. Che dire? Quella che era una grande squadra capace di sussurrare la magica parolina "scudetto"ora ha statistiche mediocri che esplicitano le difficoltà del campionato: ultima squadra come punti segnati ( 56 punti di media ), peggior difesa, peggior percentuale di realizzazione, prima squadra per numero di palle perse ( 21 a gara ). Gierardini ha poco di cui sorridere. Note positive solo dalla statunitense Thompson, fisico da ala forte con discreta mano anche da tre punti e buona vena realizzativa ( 15 di media ) e predisposizione al rimbalzo, in particolare offensivo.Allora alla Famila non resta che scendere in campo con una doverosa attenzione alla legge dei grandi numeri: la PCR ha perso 21 partite consecutive. Non è il caso di regalare la prima vittoria alle siciliane. C'è una semifinale di coppa Ronchetti da preparare nel migliore dei modi, sia tecnicamente, sia psicologicamente; quindi senza sbandamenti, senza nessun tipo di "distrazione", nessun tipo di intoppo, chiamiamolo così.
Ma questa è un'altra storia, un'altra partita e ne parleremo la prossima settimana.

17/03/2001

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