| Informazione pubblicitaria |  | | | | | | | | | Il nuovo che avanza, in economia, si chiama, come ormai tutti sanno, Internet. Ma forse non tutti hanno ancora ben compreso l'importanza, e soprattuto i meccanismi, di questo nuovo, affascinante e per molti versi rivoluzionario mezzo di comunicazione. Non a caso il titolo scelto per questo secondo ciclo di incontri vicentini con la new economy è proprio "Centrare il futuro", una frase che rende appieno il concetto. |  | | | Ad aprire il ciclo di incontri, mercoledi 18 aprile, è Raimondo Boggia, presidente della Alchera Group di Milano, una società specializzata in Internet. Considerato un vero e proprio esperto di nuove tecnologie applicate al mondo dele imprese, Boggia è anche giornalista e docente di teoria e tecnica della comunicazione pubblicitaria all'Università di Padova. In occasione della sua visita vicentina, Boggia presenta il suo nuovo libro, intitolato "Mondovisione", dedicato alla net economy e al grande mondo della Rete delle reti. Secondo Boggia, in questo settore, di cui finora si è più parlato che imparato, c'è ancora moltissimo da apprendere, anzi, la strada è appena iniziata. La stessa "globalizzazione" di cui molto si discute nei salotti politici, economici e sociali, deve necessariamente passare attraverso la rete delle nuove tecnologie, con le quali condivide molte delle sue teorie di base. Secondo Boggia addirittura, non esisterebbe neppure qualcosa che si chiama "new economy", ma sarebbe più coretto parlare invece di "net economy", sottolinenado appunto la parola "net" (in inglese "rete"), per far capire come ciò che conta davvero in chiave futura é la rete delle interconnessioni e delle comunicazioni su scala mondiale. Come dargli torto? In effetti soprattutto nel mondo delle telecomunicazioni è ormai innegabile la necessità delle connessioni in tempo reale con l'intera rete globale e oggi più che mai si può affermare che il mondo, almeno per Internet, è davvero diventato molto piccolo e a portata di "mouse". Dunque, ora che le basi sono state gettate, sembra necessario consolidarle, e soprattutto studiare bene e a fondo il fenomeno e i suoi sviluppi. Altrimenti si rischia di "bruciarsi", cosa che purtroppo sta accadendo in molte aziende americane, che erano partite al gran galoppo, sulle ali di un entusiasmo forse esagerato, e che adesso stanno pagando a caro prezzo una politica di sviluppo non saggia nè equilibrata. | 15/04/2001 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |