| Informazione pubblicitaria |  | | | | | | | | | Quasi 50 anni orsono fu organizzata una celebre mostra fotografica sulle Ville Venete. Era il 1952 e Giuseppe Mazzotti, scomparso venti anni fa, la inaugurò a Palazzo dei Trecento a Treviso. Da allora sono passati quasi 50 anni, ma il fascino di questa esposizione e di questa idea rimane immutato. E i vicentini possono ora rendersene conto di persona, visitando dal 9 giugno al 10 luglio la Mostra ospitata dallo stesso Palazzo che accoglie in questi stessi giorni un'altra prestigiosa rassegna, quella dedicata al grande architetto Andrea Palladio. |  | | Lo spirito che animò Mazzotti, e con lui la folta schiera di veneti illustri che del suo progetto furono alfieri e fautori, era quello di salvaguardare l'immenso patrimonio storico artistico delle Ville sparse sul territorio veneto, un patrimonio che rischiava di scomparire sotto le ingiurie del tempo, dell'incuria e dell'inquinamento. Quei personaggi, col loro lavoro e il loro amore incondizionato per la loro terra d'origine, diedero vita ad un progetto di enorme portata e valenza non solo culturale e artistica, ma anche storica e sociale. E oggi che il Veneto si distingue non solo in Italia ma nel mondo intero per la sua ricchezza economica e capacità imprenditoriale, l'importanza di quel patrimonio e la sua eredità sono forse ancora più significative, in un mondo divenuto più piccolo e veloce, dove le immagini e le informazioni girano più rapidamente, sul filo di un computer. Dunque, quasi 50 anni dopo, un'altra mostra fotografica illustra il cammino percorso, le cose fatte e quelle ancora da fare. Certo l'emergenza odierna è diversa da quella di un tempo: allora erano i siti artistici ad avere la priorità sul contesto, ancora sostanzialmente intatto. Ora, con l'avvento di una modernità che tutto travolge nel suo inarrestabile avanzare, sono i paesaggi naturali, di cui le Ville sono parte integrante, ad essere in pericolo. Ben note sono le fonti dalle quali questi rischi traggono origine, e non è questa la sede per parlarne. Qui preme sottolineare l'innegabile valore del connubio tra opere dell'uomo, di così grande lignaggio, e ambiente circostante, un connubio che certo non sfuggì al genio creativo degli artisti che le crearono, e che non deve sfuggire neppure oggi, a noi che di quel genio creativo siamo gli eredi. La mostra rappresenta, in questo contesto, un percorso di notevole importanza per comprendere la realtà che lega tra di loro passato, presente e futuro del patrimonio veneto. | 05/04/2001 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |