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Beretta Schio

a cura di Giovanni Lucchesi

Questa sera alle 20.30 l'A.S. Pallacanestro Femminile BERETTA SCHIO affronta a Schio la squadra turca del BOTASSPOR KULUBU per la partita di ritorno della finale di Coppa Ronchetti

Questa Coppa ha un aspetto mistico. Per qualcuno ricorda il sacro Graal, il sacro calice oggetto della ricerca degli uomini puri nel medioevo. Stiamo parlando della Coppa Ronchetti, quella esposta sul banco FIBA, davanti a voi. Ne parliamo con rispetto, con il senso delle conquiste, della ricerca e della scoperta. Non c'è niente di leggendario in questa coppa, diciamo la verità. Racchiude un senso di nobiltà, dà lustro ad una stagione, dà luce ad una bacheca, riempie il vuoto, magari, in attesa di un triangolo di stoffa. Caselin e compagne questa coppa la vedranno mentre usciranno dal tunnel degli spogliatoi: lì, preziosa, in attesa di essere sollevata, ancora una volta, come succede dal lontano 1972 quando la FIBA decise di intitolare la seconda manifestazione europea per club alla grande, indimenticata Liliana Ronchetti. Mani italiane hanno stretto il trofeo più volte: le ultime, meritatamente, quelle di Parma. Ora c'è Beretta Schio a contenderla alle turche dell'Adana.
Stasera, come si usa dire, è il secondo tempo di un confronto lungo sette giorni, ma concentrato in 80 minuti. Il primo tempo, come saprete, si è concluso con Schio avanti di 2 punti. Un niente, un tiro, un semplice crudo tiro.meno di una tripla. Quelle triple che sono specialità delle avversarie di stasera e che all'andata hanno punto solo 4 volte su 12 la difesa delle arancioni. Stasera sarà tensione, sarà calore, sarà entusiasmo; ma deve essere soprattutto sfida, con il suo sapore agro dolce, con il suo significato di "summa" definitiva dopo una corsa lunga un anno e che ha coinvolto 64 squadre di tutta Europa. Sarà festa? Lo vorremmo, lo vogliamo. La pressione è su tutte e due le squadre. Schio ha il vantaggio di giocare tra le mura amiche con 2 punticini di vantaggio: non c'è niente da difendere, c'è tutto da conquistare.
Che cosa? Il rispetto del movimento, la dignità del risultato, la credibilità di una mentalità vincente, il premio delle fatiche quotidiane, il "ritorno" per un investimento interpretabile in mille modi e probabilmente tutti giusti. C'è un appello da fare, subito: occorre l'entusiasmo del popolo arancione, quello delle serate speciali di coppa, e che quindi dovrà essere pari a quello dei sostenitori dell'Adana che all'andata hanno sospinto in tutti i modi leciti le proprie beniamine, fornendo esempio di sportività, creando un'atmosfera speciale, suggestiva, musicale e sonora. Ecco: l'atmosfera. Stasera c'è bisogno della sesta "colonna", quella che fa superare le umane paura, quella che sostiene le certezze e le speranze, quella che porta ad un pizzico di gloria perché il nome si va a iscrivere in un albo destinato a durare nel tempo, quella che nasconde una specie di "magia", la stessa che fa scalare montagne, volare sopra l'ostacolo.
Già, l'ostacolo: è alto, imprevedibile, abituato a non cedere sotto qualsiasi colpo, con volti ben precisi. Quelli di atlete forti come Reed, ala di grande talento e grande capacità interpretativa per un basket individuale, con numeri di notevole spessore tecnico e carattere discutibile; come Tangela Smith, l'ala forte rimbalzista e altruista, spesso sacrificata dall'egoismo"di Reed; come la georgiana Mkheidze, mano vellutata dalla media, gregaria di lusso disposta al sacrificio. Ed ancora il volto di atlete turche conosciute anche sulle platee dove si esibiscono le squadre nazionali: Yildizoglu, che proporrà un duello sprint con Zimerle e Boaria, come Saygan e Kutlu, limitate all'andate a 10 punti complessivi e ben al di sotto delle loro medie, come la giovane Ivegin, tuttofare con notevoli mezzi atletici in grado di ricoprire diversi ruoli.
Seguite il loro stile di gioco, la loro combattività, l'uso a volte "selvaggio" della zona press: Adana è degna, degnissima finalista: Beretta si è dimostrato per 40 minuti superiore. Ma attenzione: ne mancano altri 40.
E questo è un monito: la fiducia deve trasformarsi in certezza attraverso il coraggio e la conquista di centimetro dopo centimetro di questa coppa, fino alla fine, solo alla fine. Il duello è tattico, certo, ma soprattutto basato sulla saldezza di nervi e sulla lucidità nella pressione.
Chi vince corona l'inseguimento avviatoli 18 ottobre..e sembra ieri. Freddezza e razionalità, senza rinunce al gioco, senza compromessi già di persè sconsigliati da un divario così esiguo.
Questo è uno dei punti di arrivo della stagione; domani si potrà già stilare qualche piccolo bilancio.
Noi siamo pronti alla contesa, la cerchiamo e per questo seminiamo da tanti mesi: è giunto il momento del primo raccolto.

18/04/2001

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