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Schio e Como
Forse il destino ha davvero un ruolo fondamentale anche nel mondo dei canestri. Che Schio e Como debbano chiudere girone e naturalmente stagione regolare al PalaSampietro è un avvincente scherzo del fato (. o se preferite leggete "calendario" ). Non poteva esserci partita migliore per suggellare questa prima parte di campionato: storica rivalità, ottime giocatrici, tecnici preparati, classifiche floride anche se ormai stabilite, consolidate con Como seconda ( come non succedeva da tempo immemorabile ) e Schio terza.
La riedizione, l'ennesima, di una sfida infinita stavolta ha un chiaro motivo "in più": sulla panchina Comense non siede Aldo Corno, ma Fabio Fossati, perché - estremamente ovvio - Aldo allena quelle che sono state le acerrime "nemiche" di un tempo. su questo evento hanno scritto in tanti e molto, già per la partita di andata a Schio: con sfumature interessanti, cercando spunti che facevano e fanno leva sull'orgoglio, la memoria, i rapporti di una vita, i valori sportivi, l'amicizia. Argomenti che richiederebbero purtroppo ben più di una pagina; ben più di qualche domanda, ma che gli spazi a disposizione relegano poi a sintesi estrema, alla ricerca di quel pizzico di umana polemica che possa dare pepe ad una partita che, indubbiamente, non è come le altre, ma non è decisiva, arriva ad antipasto di impegni fondamentali per la stagione di Schio.sarà "curioso" vedere cosa accade fuori, ma sarà impossibile vedere dentro Aldo se non intuendo un primo turbine di pensieri, immagini, ricordi che lascerà ben presto spazio al gioco, quello vero. Il morso vero dell'emozione sarà già all'ingresso del Palasampietro, quando Aldo metterà piede nella sua "casa", ancora una volta, ma da avversario.Quello che conta oggi è misurarsi con un avversario gagliardo, solido, abituato a vincere, secondo in classifica "grazie"ad un ruolino di marcia costante, ma con la macchia di una distrazione a Termini Imprese che ha lasciato campo libero alla Cerve Parma in vetta, solitaria. . Una squadra di sostanza plasmata da coach Fossati sulla base di un credo difensivo basato su concetti maschili ( anche se a volte sarei umilmente curioso di sapere una volta per tutte che cosa significa.), ma che nel girone di ritorno ha espresso progressi costanti sul fronte offensivo dove è emerso la vena di Macchi, il valore assoluto di Streimikyte, la solidità di Alessandra. Como ha sfiorato e superato quota 100 in diverse occasioni Insomma la Comense ha alzato il ritmo, ha affinato la manovra offensiva, ha reagito all'eliminazione dalle final four di Eurolega. Il profilo di approccio al campionato da parte della Comense è stato basso: aspettative sinceramente di vertice, ma un po' defilate, opportunamente lontane dai riflettori più accecanti che piuttosto sono stai accesi costantemente su Schio e soprattutto Parma dopo l'ingaggio di Griffith.. Ma attenzione Como è lì, e non potrebbe essere altrimenti; è lì perché la squadra è forte, è vincente per storia e tradizione, ha l'esperienza delle veterane di mille battaglie e la freschezza di giovani come Masciadri e Macchi che alla scuola delle "grandi" stanno acquisendo uno spessore di valore assoluto, completando il loro bagaglio tecnico; è lì perché coach Fossati ha fame di vittorie e vuole raggiungerle a tutti i costi, è lì perchè la società non ama molto la parola sconfitta,men che meno dopo che il sogno di una Coppa Campioni è nuovamente sfumato Il problema per Comense, per Parma, per tutti è che quella parolina fastidiosa non piace neanche a Schio, alla Famila cresciuta per maturità e personalità, che cerca di sbocciare, che corre forse dietro ad un obiettivo nuovo: conquistare il rispetto di tutti, avversari, tifosi, stampa e scettici per natura, magari portando a casa una Coppa europea come la Ronchetti.
Se Como scenderà in campo con il coltello fra i denti per riaffermare una supremazia se non altro ideale, Schio non potrà non pensare, sia pur per qualche attimo, all'impegno di mercoledì prossimo in Turchia. Motivazioni diverse, obiettivi a breve termine che naturalmente non possono coincidere per le squadre: ma oggi è una partita, importante certo, ma una partita; che offrirà emozioni e riflessioni, ma resterà una partita semplicemente da gustare per il senso di sfida sportiva e tecnica. Unicamente per quello.

07/04/2001

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