| Del sogno che sia possibile una comunità dove le diversità non contino se non come opportunità e modi e forme di un arricchimento per tutti. In un arricchimento individuale che sia, allo stesso tempo, ragione e risultato dell'arricchimento di tutti. In cui il massimo della proiezione verso l'altro coincida con il massimo dell'inabissamento dentro di sé. In cui, insomma, l'arricchimento degli uni non dipenda dall'impoverimento degli altri." [Mario Bertin] Da Pove del Grappa, vent'anni fa, un uomo si mise in viaggio verso il sud America. Non per turismo o per costrizione, ma per conoscenza. La gente, i colori, i pensieri, soprattutto quelli vissuti in Brasile, lo coinvolsero al punto di non sentirsi più lo stesso. Ritornato a Pove invitò degli amici a fare la stessa esperienza, per capire se la trasformazione che era accaduta in lui poteva succedere anche ad altri. Anche gli amici ritornarono con la stessa sensazione di gioia e di interrogativi. La realtà di popoli tanto belli costretti a vivere in realtà profondamente ingiuste, li spinsero ad aiutarli, e a lavorare per far conoscere quelle ingiustizie, proponendo un nuovo modo di rapportarsi tra persone: creare un luogo gratuito dove nessuno dei convenuti prevarica. Si diedero un nome, "Macondo, associazione per l'incontro e la comunicazione tra i popoli", prendendo a prestito il nome dal luogo dove è ambientato "cent'anni di solitudine" di Marquez, luogo dove persone e speranze si incontrano, si riconoscono, si lasciano lasciando un segno. In questi anni, fatti di solidarietà, di incontri e di formazione, Macondo si è attivato maggiormente a favore dei più deboli tra gli ultimi: i bambini. Il problema dei bambini di strada, dei diritti negati, delle prevaricazioni razziali, ha spinto l'associazione a dare come tema alla festa che Domenica 27 maggio si svolgerà a Spin di Romano d'Ezzelino :"La violenza è privazione di terra, di parola, di diritto". Durante la festa, oltre all'intervento di molti amici brasiliani che porteranno le loro testimonianze sulla realtà dei bambini di strada, dei Sem Terra, delle favelas, ne arriveranno altri per parlarci della violenza della guerra, della violenza sulla donna, della violenza del carcere, della violenza dei Fondamentalismi. Perché parlare della violenza? Perché, come ha scritto di recente Giuseppe Stoppiglia, presidente dell'associazione: "Macondo ha tentato e tenta di vivere la propria 'liberazione' nella relazione con l'altro. Credo che non ci sia alternativa: vivere per gli altri, oppure la ferocia. C'è tanta violenza nel mondo, conosciuta. C'è anche tanta violenza nascosta, occultata, taciuta: ad esempio l'uranio impoverito, il profitto avvelenatore (mucca pazza), l'economia che uccide. È la violenza strutturale, molto più grave e vasta di quella diretta, fisica, ma molto meno individuata e giudicata. "La violenza strutturale è del professionista, quella diretta è del dilettante" - dice Galtung. Questa violenza non è detta, ma pesa sulla realtà. Quando compare, essa conferma l'immagine e l'idea che la violenza decide tutto, è la regina della storia, che gli ideali sono favole, che la bontà è "buonismo" ridicolo. Il male dell'umanità c'è, è dentro di noi, ma ci difende dal male la nostra volontà di convivere costruttivamente, con pazienza e con impegno interiore. "Subire un'ingiustizia lede i miei diritti, ma commetterla sfigura il mio essere" [F. Savater]." Macondo ha contribuito a fondare "Il gruppo di Lugano", associazione internazionale che ha come fine combattere l'Apartheid globale (altra violenza), imposto dal pensiero unico della finanza. Alla festa sarà presente l'artefice del gruppo, il prof. Bruno Amoroso che presenterà il libro di Andrea Gandini "Dalla piramide al mosaico - crescita economica o sviluppo umano". Proprio in conseguenza di questa scelta, quella di stare comunque dalla parte degli ultimi, Macondo ha partecipato nel gennaio scorso al Forum Social Mundial (o World Social Forum) di Porto Alegre. E durante la giornata di festa troverete molte associazioni e gruppi che si riconoscono in questo: dall'attività di volontariato nel territorio, al volontariato internazionale, alla divulgazione di culture, a coloro che si battono perché la vita non si misuri solo con cadute e impennate di Borsa, a coloro che si battono perché "un altro mondo è possibile". Macondo è tra i fondatori del GRUPPO DI LUGANO. Il Gruppo di Lugano si propone di discutere e formulare della alternative al "pensiero unico" e omologante che dagli anni '80 ha preso il sopravvento nell'economia occidentale, e conseguentemente, mondiale. Il Gruppo di Lugano si è ufficialmente costituito nei giorni 22 e 23 Marzo del 2000. Promotore dell'idea è il professor Bruno Amoroso dell'Università di Roskilde (DK), appartenente alla Fondazione "Federico Caffè". Nell'ottica degli obiettivi che il Gruppo si propone, ci sono nomi, presenti in prima persona o come rappresentanti di gruppi o associazioni, che per la loro provenienza o gli scopi perseguiti dal gruppo o dall'associazione, abbracciano l'intero pianeta. Il FORUM SOCIAL MUNDIAL è un nuovo spazio internazionale per la riflessione e l'organizzazione di tutti coloro che si contrappongono alle politiche neoliberiste e stanno costruendo alternative per previlegiare lo sviluppo umano e il superamento dei domini dei mercati nei rapporti tra i Paesi e tra le relazioni internazionali. Il Forum viene realizzato tutti gli anni, a partire dal 2001, in contemporanea con il Forum Economico Mondiale di Davos (Svizzera), sempre a fine Gennaio. Davos esiste dal 1971 ed è un momento strategico nella formulazione di pensieri i quali promuovono e difendono le politiche neoliberiste in tutto il mondo. La sua base organizzativa è affidata ad una fondazione svizzera, che è pure consulente dell'ONU ed è finanziata da più di 1000 imprese internazionali. Lo spazio creato dal Fórum Social Mundial sarà usato per la formulazione di alternative, per uno scambio di esperienze tra associazioni, ONG, movimenti sociali, sindacati, associazioni e entità religiose di ogni paese a livello mondiale. Il risultato a cui si ambisce è identificare dei percorsi e proposte di mobilitazione per manifestazioni e azioni concrete nella società civile. Sede dell'associazione Macondo: via Romanelle 123-36020 Pove del Grappa (Vicenza) Tel. 0424.80.84.07 |