| Informazione pubblicitaria |  | | | | | | | Rubriche / In contropiede |  | Fabio Viviani e la continuità | | di Adalberto Scemma | | | Fabio Viviani in pole position, dunque, per assumere le funzione di allenatore in seconda. Dovrà dare l'addio al calcio, naturalmente, rinunciando a un anno di contratto con il Treviso e chiudendo la carriera di giocatore con qualche rimpianto. Poco male: in cambio Fabio avrà un ruolo importante in seno alla società biancorossa e avrà la possibilità di cimentarsi con un compito, quello di assistant-coach di Eugenio Fascetti, sicuramente ricco di stimoli. | | | Al di là della notizia in sé, che è tale comunque da rallegrare i nostalgici del "vecchio Vicenza", la scelta di Viviani è importante in quanto testimonia l'intenzione della Enic di procedere nel segno della continuità, senza tagliare con il passato e dando di conseguenza spazio a personaggi che del Vicenza hanno contribuito a creare la storia e la leggenda. Da parte della proprietà inglese, fino ad oggi, non sono state molto numerose le carte giocate sul tavolo della simpatia: rapporti spesso in bilico e talvolta addirittura indecifrabili, pur nella consapevolezza che da parte di Miola e di Sagramola c'era tutta la migliore volontà possibile di far scattare il feeling in direzione di una tifoseria forse più perplessa che delusa. Ebbene: il ritorno di Viviani può rappresentare il primo tassello di un mosaico che si va ricomponendo e la cui solidità viene garantita anche dalla conferma di Ernesto Galli nel ruolo di preparatore dei portieri. Il tutto senza dimenticare Silvano Caltran, altro personaggio storico del "vecchio Vicenza", che avrà ancora una volta il compito di fungere da accompagnatore ufficiale. E' apparsa indubbiamente meritoria, sotto questo profilo, l'opera svolta da Rinaldo Sagramola per ricucire lo strappo con la tifoseria. Subito dopo la partita di Udine, a retrocessione ormai ratificata, il direttore generale del Vicenza ha incontrato le rappresentanze dei club biancorossi esponendo le linee generali del piano adottato dalla Enic per tentare una immediata risalita in serie A. C'è stata una tregua, il che può anche equivalere a una testimonianza di fiducia da parte dei tifosi. Ma al di là dell'esito suggerito dal campo (le vie del calcio sono infinite e non tutte, purtroppo, portano alla promozione) ci sembra importante questo tentativo di cementare il gruppo storico della tifoseria attorno a "bandiere" inequivocabili. Fabio Viviani è una di queste. Merita una stretta di mano per quanto ha fatto in passato per il Vicenza e un caloroso augurio per quanto riuscirà a fare in futuro. | 03/07/2001 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |