| Informazione pubblicitaria |  | | | | | | | | | Per avere un'idea immediata delle proporzioni, facendo pari a 100 la media nazionale dell'export in Italia, Vicenza arriva a 212!! Un risultato davvero straordinario, che non ha bisogno di commenti. Il 2000 è stato per l'export delle industrie vicentine un anno da incorniciare. Le esportazioni, per la realtà economica vicentina, sono state da sempre il traino principale, basti pensare che i tre quarti della produzione vengono riservati ai mercati esteri. I settori che hanno funzionato meglio sono stati il tessile, il meccanico e l'orafo. |  | | | I destinatari principali delle esportazioni vicentine sono stati i mercati tradizionali come quello americano e giapponese, ai quali però si sono aggiunti di recente quelli dell'Asia, Cina e India in modo particolare, soprattutto per il settore conciario, e poi l'Est Europeo, che dopo le difficoltà storiche dovute al crollo del muro e alla non facile integrazione col resto dell'Europa, sembra ora in ripresa economica. Per il 2001 poi le previsioni sono ancora migliori: si parla di un + 5% rispetto ai già lusinghieri traguardi raggiunti nel corso del 2000. Del resto, come detto, il rapporto dell'industria vicentina con i mercati internazionali si basa su tradizioni ormai consolidate, perché da sempre l'imprenditore vicentino ha cercato di esportare i suoi prodotti: molte delle 4.000 imprese vicentine stanno già sondando con interesse le nuove opportunità offerte dalle tecnologie del commercio elettronico e della globalizzazione. A questo proposito la Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Vicenza, da sempre attenta alle dinamiche in continuo movimento dei mercati mondiali, ha creato in questi ultimi anni una importante rete organizzativa e strutturale capace di sostenere e promuovere soprattutto all'estero l'immagine del "Made in Vicenza", tramite la realizzazione di aziende specializzate "ad hoc" che seguono da vicino l'intero iter del prodotto vicentino dalla nascita fino all'arrivo a destinazione. Un discorso a parte merita la settorializzazione del prodotto. Oltre ai già citati contesti forti dell'economia vicentina, come tessile, orafo e meccanico, grandi possibilità future si aprono nell'agroalimentare, in cui Vicenza esporta appena il 4 % della sua produzione. Qui il problema è strutturale: molte aziende vicentine del settore sono oggi a conduzione familiare e hanno oggettive difficoltà nel proporsi sui mercati esteri con la dovuta professionalità e con la necessaria spinta commerciale.Vicenza guarda con molto interesse al bacino del Mediterraneo, a paesi come il Marocco e la Turchia, e anche all'area dei Balcani, dove ci sono Paesi che chiedono di entrare a far parte del Mercato Comune. | 26/09/2001 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |