| Il "modello vicentino" cui accennavamo alcuni giorni fa sulle pagine del nostro portale continua a far parlare di sé, e così sarà presumibilmente ancora per molto tempo. Almeno a giudicare dai lusinghieri dati economici che continuano ad arrivare, e che fanno pensare più ancora che ad un modello, ad un vero e proprio miracolo. E' di questo avviso, almeno, Danilo Longhi, presidente della Camera di Commercio vicentina, il quale recentemente ha detto a chiare lettere che il momento attuale dell'economia berica, e veneta più in generale, è di quelli davvero felici. |  |
| L'export vicentino continua a crescere (il Veneto ha un saldo attivo di 17 mila miliardi), e funziona da autentico traino dell'economia nazionale. Per comprendere meglio questo dato è opportuno fare un esempio pratico: se preso come entità economica a sé stante, il Veneto da solo si piazza al 9° posto in Europa, battendo addirittura intere nazioni come Francia, Gran Bretagna, Portogallo e Germania. Dei 71 mila miliardi di export veneto, cifra che mette la nostra regione al secondo posto in Italia dopo la Lombardia, ben 21 mila sono di provenienza vicentina, il che fa della città berica la prima realtà regionale in tema di esportazioni: un vero record per Vicenza! Un fiore all'occhiello per le aziende della provincia, che vedono così riconosciuto il lungo e minuzioso lavoro svolto in questi ultimi 15-20 anni. Purtroppo anche in questo quadro felice, ci sono alcuni punti ancora oscuri, e non certo per responsabilità locali. Stiamo parlando dell'annoso problema della viabilità e delle infrastrutture, un punto sul quale amministratori e politici veneti insistono da tempo. Gli "intoppi" di natura burocratica, che sempre a detta di Danilo Longhi pesano per il 2% sui bilanci delle imprese, per fortuna non riescono ad intaccare lo spirito imprenditoriale e la voglia di lavoro e di risparmio tipiche della cultura sociale vicentina e veneta. Altro dato eccellente è quello che riguarda l'occupazione: un 3,7% considerato quasi il minimo possibile nell'attuale congiuntura, superato solo dal Trentino Alto Adige, che però come noto fa storia a sé, sia dal punto di vista geografico che socio-economico. Semmai il problema è opposto, e cioè risulta difficile trovare manodopera, soprattutto nel settore agricolo, dove spesso si ricorre agli stranieri per le coltivazioni stagionali. Proprio quello dell'agricoltura è forse l'unico vero nodo delicato dell'intero settore economico veneto: l'alta qualità di alcuni prodotti di nicchia, spesso protetti dai marchi Doc o Dop, necessitano di una politica di supporto che ne valorizzi l'immagine. Vicenza ha il suo punto forte, in questo campo, nei vini pregiati, nel formaggio e nei prodotti lattiero caseari dell'Altopiano, e poi in vere e proprie "chicche" prelibate come le ciliegie, gli asparagi e l'olio d'oliva. Non da ultimo, per concludere, il settore turistico ,che in Veneto vede sempre Venezia e Verona al top della classifica per numero di visitatori. In questo importante comparto Vicenza sta tentando di inserirsi, con discreto successo, grazie anche ad alcune interessanti iniziative culturali ed enogastronomiche che richiamino il turismo italiano e internazionale nella città del Palladio, ricca come poche altre di bellezze artistiche ed architettoniche uniche al mondo. Non a caso, la lista compilata dall'Unesco sul Patrimonio Mondiale dell'umanità annovera numerosi siti vicentini degni di nota. |