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Il modello vicentino un esempio da seguire
Industria, ma anche artigianato e commercio: aziende di dimensioni medie o piccole, che si impongono sul mercato grazie a spirito imprenditoriale, flessibilità produttiva e innovazione tecnologica. Quello che a livello nazionale veniva e viene ancora identificato come "modello veneto" può essere a ben vedere trasformato in vicentino, considerando il grande apporto fornito dalla provincia berica al grado di benessere e di traguardi economici raggiunti dalla regione in campo nazionale ed Europeo.
Vicenza è oggi ai primissimi posti in Italia nella classifica delle zone a maggiore industrializzazione, e un terzo di tutto l'export veneto proviene dalla provincia vicentina. 75.000 imprese, che occupano oltre 350.000 persone e un tasso di disoccupazione ai livelli minimi, appena l'1,5%. Un fatturato industriale che supera i 74.000 miliardi, 20.000 dei quali destinati all'export. Cifre sicuramente da record, che danno lustro all'economia vicentina. E nell'anno trascorso, il 2000, le cose sono andate egregiamente: il fatturato industriale è cresciuto dell'11%, l'occupazione del 2,5 e l'export addirittura del 14,6. Ma quali sono i segreti di questo innegabile successo? Innanzitutto una capacità imprenditoriale non comune, unita al gusto per il rischio d'impresa, un rischio però sempre calcolato, e mai frutto di avventate o velleitarie politiche aziendali. Un passo alla volta, insomma, sempre secondo la gamba, con quella semplicità e quella modestia tipica della gente veneta. Ma un altro fattore di grande importanza per il successo vicentino nel mondo economico è rappresentato dalla specializzazione, unita alla costituzione di nuclei industriali di media grandezza che sono diventati negli ultimi anni veri e propri poli di concentrazione industriale per importanti settori dell'economia, non solo a livello vicentino. E così in provincia sono nati i poli della conceria, nell'area di Chiampo e Arzignano,del tessile a Schio e Valdagno, roccaforti storiche dell'industria laniera, della ceramica a Marostica e Nove, Bassano e Trissino per l'oreficeria, fiore all'occhiello delle tre prestigiose rassegne fieristiche dedicate al settore nel corso dell'anno.
Una terra di lavoro e di opportunità dunque, quella vicentina, dove la disoccupazione è praticamente sconosciuta, e comunque molto al di sotto della media nazionale e della stessa regione veneta.
Negli ultimi anni poi, si è assistito ad un'ulteriore sviluppo del terziario, che sta assorbendo molta forza lavoro, a volte anche dai più tradizionali e "maturi" comparti dell'industria classica. Grande importanza assume nel panorama economico vicentino anche l'artigianato, che dà lavoro oltre 70 mila persone e conta più di 24.000 unità produttive, una vera e propria rete di piccole e medie botteghe artigiane sparse su tutto il territorio, che hanno coltivato l'arte della tradizione dei vecchi "mestieri", unendola alle nuove tecniche di lavorazione. Un universo fatto di 300 mestieri, che spaziano in tutti i campi della manualità umana, con sempre nuovi innesti e idee commercialmente valide. Si va dall'arte del mobile antico nell'area bassanese alle nuovissime tecnologie del software applicato ai computers e più in generale della meccanica di precisione, altro pezzo forte dell'industria vicentina, apprezzato in tutto il mondo. E' l'export infatti a rappresentare un canale insostituibile del flusso commerciale vicentino, con interi comparti che affidano ai mercati esteri gran parte della loro produzione, primo fra tutti quello orafo. In questo panorama industriale così articolato e ben sviluppato, uno sguardo merita anche un settore che ha visto diminuire nel tempo la sua importanza e i suoi numeri, l'agricoltura, ma che rimane comunque fondamentale per l'intera provincia.
Attualmente nel vicentino operano circa 40.000 imprese agricole, su un territorio che per tradizione deve molto alla civiltà e alla tradizione contadina. 200.000 ettari di coltivazioni non sono pochi, e rappresentano il "terreno" ideale per far crescere alcuni prodotti tipici, rinomati in tutto il mondo, che portano il nome di Vicenza sulle tavole di ogni Paese. Lo testimoniano i molti vini DOC delle zone tipiche della provincia, i formaggi di Asiago, i prosciutti e gli insaccati, gli asparagi e la grappa di Bassano, le ciliegie di Marostica e molti altri prodotti tipici. Il modello vicentino, dunque, si fa apprezzare anche dai palati raffinati........

22/09/2001

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