| Senz'altro le cose cambieranno e noi giovani abbiamo fiducia nella gente che ha voglia di migliorare le cose, soprattutto nei momenti in cui è necessaria la presenza del popolo. Siamo coscienti della nostra realtà e sappiamo quali sono i bisogni dei nostri connazionali, innanzitutto quelli che non hanno più lavoro ma hanno lavorato più di quarant'anni in questo paese che ora non offre e non può offrire il benessere di allora. Come giovani italo-argentini, ma anche come persone adulte che lavorano ogni giorno per mantenere le proprie radici italiane - perché amiamo l'Italia e tutto ciò che questo bellissimo paese possiede -, vogliamo chiedere ai governanti e ai politici italiani che questa volta guardino a noi con più attenzione e ci aiutino in questo difficile momento. Sappiamo che l'Italia e anche tutto il mondo ci sta osservando: lo si può apprezzare attraverso i mass media mondiali, ma anche nei discorsi di fine anno del presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi e del premier Silvio Berlusconi, nei cui interventi c'era l'interesse e la preoccupazione per gli avvenimenti del nostro paese. Tutto ciò si può capire esaminando alcuni dati importantissimi: l'Argentina, con 601.658 persone iscritte all'AIRE, è il primo paese americano e il secondo a livello mondiale, dopo la Germania, per numero di italiani residenti. Rappresentiamo, quindi, il 15 per cento degli italiani all'estero, oltre ad essere un paese con molte risorse da sviluppare. Ma noi, come italiani all'estero, stiamo veramente aiutando l'Italia a sviluppare le nostre risorse? Quante centinaia di progetti chiesti e proposti muoiono nelle scrivanie dei nostri politici? Riteniamo sia questo il momento in cui tutte le associazioni italiane debbano cercare di non perdere l'opportunità di utilizzare il ponte che l'Italia ha allungato verso di noi. Una volta si diceva che in Argentina tutti i sogni si potevano compiere, che i soldi cadevano dal cielo e lo slogan di fare l'America era reale. Purtroppo tanti non hanno potuto raggiungere questo ideale e altri, dopo averlo raggiunto, hanno perso tutto ciò che avevano costruito a causa di ciò che è accaduto in Argentina. Non vogliamo dall'Italia promesse che svaniscano nel tempo, vogliamo fatti: pensiamo si debbano creare posti di lavoro in Argentina in tutte le ditte di origine italiana che sono presenti da anni nel nostro paese; proponiamo la realizzazione di corsi di aggiornamento o di formazione per tantissimi giovani che si augurano di continuare a vivere in questa terra e non di scappare; chiediamo di investire nel nostro paese che ha sete e voglia di uscire di questa situazione. Con la nostra umile attività, che però si consolida e cresce ogni giorno, attraverso le manifestazioni culturali che ricordano le feste più importanti d'Italia, come l'anniversario della nascita del Tricolore, la festa della Repubblica o il giorno dell'immigrante italiano, ma anche con l'aiuto e la collaborazione dell'ente di assistenza per gli italiani indigenti, vogliamo portare avanti e continuare il lavoro dei nostri antenati. Loro sono venuti da stranieri in una terra che ha aperto le braccia a qualsiasi persona, con la speranza di diventare una grande nazione. Loro hanno costruito la nostra realtà e non vogliono che tutto ciò che è stato oggi venga irrimediabilmente perduto. Il futuro sarà difficile ma non impossibile perché crediamo in noi e nella nostra capacità di migliorare e abbiamo fiducia nel nostro paese. Speriamo che questa lettera sia letta da molte persone che forse non conoscono la nostra realtà oppure credono di conoscerla. La nostra richiesta è chiara: lavoro e investimenti per superare la critica situazione che attraversa l'Argentina. Grazie per averci letto e speriamo di poter raccontare in un'altra occasione del miracolo argentino". Prof.ssa Bettina Favero, Movimento Giovanile Italo Argentino di Mar del Plata. |