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Salviamo il saluto
Il saluto rischia di scomparire? Forse non più dopo che 37 comuni del Veneto hanno aderito alla campagna in favore di questo gesto di civiltà così presente nel nostro quotidiano. L'idea di salvare il saluto come segno di cultura e civiltà parte proprio dal vicentino. Padova, Verona, Rovigo, Treviso, Venezia, Belluno e Vicenza sono le città che hanno aderito a "Salva il Saluto", un' idea promossa dall'Associazione culturale Bosco delle Fate di Montegaldella. L'idea é partita da Alvaro Cozza, classe 1918, vicentino di Montegalda, che sta combattendo in prima fila una battaglia di civiltà: quella del saluto.

Una parola, un gesto, un atteggiamento, che stanno indecorosamente sparendo dai nostri orizzonti globalizzati, rendendoci vittime della fretta, dell'imbarazzo, della paura di noi stessi e degli altri. E che una benemerita associazione vicentina si propone invece di tenere in vita e rilanciare, contro l'in-cultura dell'in-differenza.

"E' chiaro come la fretta di questa società si stia appropriando anche della buona abitudine di salutarsi!" ha spiegato don Mazzi volto noto della televisione, intervenuto alla presentazione a Verona in qualità di testimonial ufficiale. "Quel gesto di civiltà e cultura che ci appartiene", com'è scritto negli oltre 7mila manifesti e 25mila cartoline che presto saranno distribuite nei diversi comuni, a partire da Padova, Treviso e Venezia, rischia di scomparire dalla nostra quotidianità.

Ci sono altri supporter della "battaglia del ciao". Mario Rigoni Stern, dalla sua montagna e dai suoi boschi di Asiago, fa sapere che "un saluto è un gesto che non costa nulla, ma può dire molto", e aggiunge che la campagna per rilanciarlo "non può che far bene a noi gente di montagna, cone a quelli di pianura, fino al mare. Salutare, in fondo, fa bene a tutti»

Non poteva allora che essere il celebre Arlecchino, interpretato dall'attore vicentino Alessandro Bonollo, a rompere il silenzio della Sala degli Arazzi di Verona, spiegando il significato tutto veneziano dell'ormai famoso "s-ciao tuo", diventato di uso comune in gran parte del mondo. "Un gesto più che nostrano, ma soprattutto un motivo d'incontro tra le persone, ha ribadito Paolo Bettini, presidente del Bosco delle Fate, per questo crediamo che la nostra proposta vada oltre la formalità e finisca con l'essere una possibilità in più di dialogo tra la gente".

Dunque, riportiamo il saluto in strada, attraverso un vero e proprio manifesto su cui campeggia lo slogan "Chi saluta aumenta la sua simpatia", appoggiato da uno spot televisivo imperniato su Alvaro Cozza, da 200.000 cartoline, da 6.000 manifesti, da 5.000 calendari. Un battage destinato a durare tre mesi, e a concludersi ad aprile con una grande festa, ospite un personaggio misterioso annunciato, di cui viene coperto il nome. Ma sarà uno che farà colpo, assicurano gli organizzatori.

" Un impegno - ribadiscono i promotori - che dimostra come il Nordest non sia solo noto per la sua economia, ma anche speriamo per quelle forme di sensibilizzazione che esaltano il valore della civiltà dei veneti! Una campagna che proprio per il suo significato, semplice quanto efficace, ha precisato don Mazzi, dovrebbe essere esportata in tutto il tutto il Nordest, laddove la fretta ci rende ciechi di fronte alla costante perdita dei valori". Lui, per la sua parte, si è impegnato ad esportare questa campagna di civiltà anche in Lombardia, "dove perfino salire su un treno o scendere da una macchina viene ritenuta una perdita di tempo....."

"Dovremmo ricordarlo soprattutto ad ebrei e palestinesi proprio in questi tempi, che il saluto è un gesto di pace universale", come ha ricordato l'assessore alla cultura del Comune di Vicenza, Mario Bagnara. Per l'occasione è stato presentato in anteprima lo spot pubblicitario della campagna distribuito a tutte le emittenti regionali del veneto e nazionali. Immagini e suoni per dire che il saluto non è solo un atto di sola cortesia, ma soprattutto un gesto di cultura.


14/01/2002

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