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Rubriche / Libri
Dovid Bergelson
Dovid Bergelson
La fine del canto.
Marsilio
368 pag
£ 34.000

Un grande romanzo del Novecento.

La prima traduzione italiana del maggior romanzo yiddish del primo '900. In uno dei tanti shtetl dell'Ucraina, sullo sfondo del traumatico passaggio generazionale della borghesia ebraico-russa stretta nel disfacimento inarrestabile della tradizione religiosa e ancora incapace di un progetto futuro. la vita di Mirele Hurvitz, seducente eroina, prima donna moderna della letteratura yiddish.La bella Mirele è figlia di un commerciante ebreo ortodosso, membro della vecchia aristocrazia di una cittadina dell'Ucraina. La provincia le va stretta, Mirele sogna una vita diversa e tenta di concretizzare le sue vaghe aspirazioni attraverso legami sentimentali, ma i suoi ammiratori non offrono risposte alle sue aspettative. È per lei l'ennesima sconfitta. Mirele sembra vivere "malgrado se stessa", in attesa perenne di un mutamento essenziale che non ha mai luogo.

Neppure il trasferimento in una città più grande comporta cambiamenti sostanziali: Mirele non è in grado di costruire legami affettivi, mentre i suoi conoscenti, ben ancorati alla società mercantile che si sta sviluppando nella Russia delle grandi città, o presi nelle maglie di impegni ideologici piuttosto fumosi, non offrono alternative accettabili e tantomeno sentimenti credibili.

"Mirele è una creatura narcisista e orgogliosa, che non trova pace, una figura da cui, in qualche modo, emana lo spirito di Flaubert" (Alfred Döblin). Come le grandi eroine di Cechov e di Ibsen, Mirele è una donna in rivolta. Alla stregua della più celebre Madame Bovary, Mirele é incapace di trovare un nuovo destino o di confidare nel passato, vive la sua lacerazione indugiando e fingendo indifferenza. La sua figura è senza dubbio quella di una difficile e affascinante eroina del mondo moderno.

Dovid Bergelson nacque a Okhrimovo, in Ucraina, nel 1884. Figlio della borghesia ebraica russa, è considerato uno dei grandi classici della letteratura yiddish. Il suo primo romanzo, "Intorno alla stazione", è del 1909. "La fine del canto" fu pubblicato nel 1913, e la prima
traduzione uscì in Germania nel 1923. Seguirono le edizioni inglese, russa e, recentissima, la traduzione francese (2000). Nei primi anni Venti si trasferì a Berlino, sempre più impegnato politicamente, si allineò con il nuovo stato sovietico e nel 1934 si stabilì a Mosca. Arrestato nel 1949 con altri esponenti della cultura yiddish, il 12 agosto 1952 fu fucilato dalla polizia stalinista.


10/01/2002

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