| Nuove principesse e maschi cenerentoli. Con questosuo nuovo saggio lo psicoterapeuta Fausto Manara lancia una provocazione: bisogna avere il coraggio di ripensare ai ruoli all'interno della coppia. Il volume é un'analisi riuscita e ben equilibrata, che fotografa le contraddizioni e le difficoltà che fronteggiano tutti i giorni gli uomini che non possono essere più come i loro padri, e le donne che hanno giurato di non assomigliare alle loro mamme. Oggi il tempo per uno sguardo attento all'altro sesso é, secondo Manara, sempre più scarso: fretta, distrazione, mille impegni della vita quotidiana sono i nemici della socializzazione e della consapevolezza interiore. Troppo presi dal "fare" (cosa.....?), rischiamo spesso di cogliere nell'altro, anziché una risorsa, un nemico da fronteggiare, la controparte verso cui rivolgere una lunga serie di richieste e aspettative. Mentre le donne sono senza dubbio in una fase di ascesa del loro ruolo sociale (anche se molta strada deve essere ancora percorsa), gli uomini, per contro, stanno a poco a poco cedendo le vecchie prerogative e attraversano un momento di smarrimento e indeterminatezza, vissuto a volte come perdita di identità e insicurezza: in pochi decenni il mondo maschile si é trovato ad affrontare processi di cambiamento come non si erano verificati in secoli e secoli di Storia. Come sottolinea anche lo psicoterapeuta Claudio Risé, oggi il maschio deve fare i conti con un addestramento carente, incompleto, con la mancanza di quella "guida paterna" capace di indirizzarlo in modo sicuro nel mondo adulto. I vecchi equilibri tra i sessi, giocati su differenze di ruolo ben definite, oltre che su innegabili differenze biologiche, sono andati progressivamente sempre più in crisi. Tutto questo, secondo Manara, non sembra portare benefici alle coppie e alla loro armonia. Dal suo punto di osservazione professionale, l'Autore può ogni giorno constatare quanto sia frequente il "muro contro muro" che vanifica ogni tentativo di comprensione e dialogo e trasforma la differenza in antagonismo e contrapposizione. Nella moderna società tecnologica, i muscoli hanno perso la loro funzione sociale per il maschio, ma anche la funzione riproduttiva femminile sta smarrendo parte del suo valore e spesso viene considerata un ostacolo, un "intralcio" alla carriera e al lavoro. Se é vero che le antiche vessazioni, appannaggio di una vecchia dominanza maschile, sono oggi meno acute e frequenti, é altrettanto vero che si fanno strada altri e più insidiosi motivi di sofferenza e disagio, con la sola differenza che i carichi emotivi sono più "aggiornati" rispetto ai tempi. Le donne dunque si lamentano sempre più spesso degli uomini, almeno quanto questi ultimi nei loro confronti, tanto da arrivare a considerare che il "campionario" maschile a disposizione e talmente deludente che forse in certi casi, come sottolinea la psicoterapeuta Ivana Castoldi, é più sano starsene da sole......ma qual'é veramente l'uomo che vogliono? "Accanirsi sui maschi che non funzionano, scrive Manara, e giustificare le lamentele delle donne, deluse di non trovare quelli che vorrebbero, é un po' come sparare sulla Croce Rossa. Questa prospettiva ci porta dritti e senza mezze misure nel dominio della sofferenza e non serve a molto stabilire una gerarchia tra i due sessi. Ogni giorno incontro, nella mia professione ma non solo, uomini e donne che soffrono, ciascuno col proprio carico di paure e angosce e il proprio male di vivere. Soffrono per il loro ruolo nella vita, prima che nel lavoro, negli affetti e nella società.......Vivono come se dovessero sempre affrontare nuovi avversari, senza credere nella possibilità di trovare amicizie e affetti. Non ci credono più, eppure continuano a cercare questi conforti fondamentali e, se spesso i risultati sono deludenti, è perché sono frutto della fiducia in formule e in teorie stereotipate". |