| Quindi interessa tutte le persone, di tutte le età. Perché tutti abbiamo conosciuto o conosciamo l'amore nelle sue varie forme. Passionale, possessivo, trasgressivo, tenero, erotico, sensuale, mistico, amicale, illusorio, parallelo, cartesiano, ecc. L'importante è avere voglia di pensarlo e soprattutto agirlo. Gli strumenti di lavoro saranno i Giochi/Esercizi, il Teatro Immagine, il Teatro Forum. Il laboratorio si terrà a Vicenza, in data 2 e 3 marzo 2002. Un totale di 12 ore di lavoro così distribuite: sabato 15.00-19.00, domenica 9.00-13.00 14.30-18.30 (l'orario della domenica può essere concordato nel gruppo diversamente) - Il costo del laboratorio è di £ 120.000 - Si raccomanda un abbigliamento pratico e comodo - Per informazioni e/o iscrizioni. - Fernando Angelucci 347-2252813 o all'indirizzo e-mail dixitt@libero.it. IL TEATRO DELL'OPPRESSO Si tratta di una particolare tecnica che utilizza il teatro come ricerca di significati. L'azione teatrale non rimane un momento puramente estetico, dove attore e spettatore rimangono divisi, ma un'esperienza in cui le parti, scambiandosi il ruolo, creano un percorso di esplorazione dei conflitti e delle eventuali oppressioni conseguenti, individuali e/o collettive, e di strategie per affrontarle. Le tecniche di lavoro permettono di esplorare il quotidiano, lavoro, familiare, amicale, ecc. L'approccio non direttivo tende a far emergere risposte piuttosto che fornirle, il tutto in un clima di sentita e spontanea partecipazione. Obiettivi : 1) Presa di coscienza rispetto al proprio ruolo (genitore, figlio/a, coniuge, collega di lavoro, ecc. ) e alle risorse, difficoltà, contraddizioni ad esso connesse. 2) Elaborazione di nuove forme di comunicazione "efficaci" non solo attraverso la verbalizzazione, ma anche attraverso il linguaggio , in particolare quello del corpo. 3) Esplorare situazioni, vissuti, strategie di comportamento proprie ed altrui grazie alla metodologia attiva e alla ricchezza esperienziale del gruppo, con attenzione particolare a quelle situazioni di vita che sono ricordate come conflittuali, oppressive, perdenti. 4) Sperimentare attivamente, grazie alla "prova in scena", soluzioni alle situazioni precedentemente esplorate e vissute come oppressive. Queste tecniche consentono una maggiore conoscenza e coscienza del proprio corpo, di sé, del gruppo con le sue dinamiche. Interpretando di volta in volta personaggi diversi, permettono di esplorare altri modi di essere nel mondo, oltre quello appreso, tra i quali reperire qualche cosa di utile per la propria evoluzione. Affrontandole ed elaborandole sulla scena, consentono di distanziarsi dalle situazioni conflittuali e oppressive. I GIOCHI sono strumenti che accentuano l'aspetto ludico, cioè l'esplorazione di più ricche possibilità comunicative con l'altro (rappresentano il dialogo). GLI ESERCIZI Sono strumenti che consentono di acquisire una conoscenza più profonda del proprio corpo (rappresentano il monologo). Si raggruppano i cinque categorie: Sentire tutto quello che si tocca Ascoltare tutto quello che si sente Messa in gioco di più sensi Osservare tutto quello che si vede La memoria dei sensi IL TEATRO IMMAGINE introduce al linguaggio corporeo. Viene eliminata la parola e la comunicazione scenica viene sperimentata esclusivamente con il corpo. IL TEATRO FORUM La scena porta lo spettatore al culmine dell'oppressione per poi interrompersi. Lo spettatore da passivo diventa attivo, quindi "Spett-Attore", ed entrando in scena porta il suo vero, originale, sentito contributo, al fine di tentare di risolvere l'oppressione.
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