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Antananarivo, 20/06/2002

I missionari e le missionarie vicentine, presenti nel Madagascar, sono con il fiato sospeso per la situazione che si è creata. A preoccupare è in particolare la situazione di Anivorana. Dalle scarse comunicazioni telefoniche sappiamo che ormai la gente mangia solo banane ed è impossibile inviare loro qualche aiuto. Associazioni, gruppi missionari e di volontariato, gli unici che in questi mesi hanno cercato di far conoscere il dramma di tutto un popolo, hanno inviato un SOS urgente a Romano Prodi. Dal dicembre scorso, quando alle elezioni presidenziali si sono contrapposti il presidente uscente Didier Ratsiraka e lo sfidante Marc Ravalomanana, il Paese è piombato nel caos. Ravalomanana sosteneva d'aver vinto le elezioni già al primo turno con il 53% dei consensi. I dati ufficiali invece gli hanno riconosciuto solo il 46%, rendendo necessario il ballottaggio. Da allora la situazione si è evoluta sempre più negativamente dallo sciopero generale agli incidenti, agli attentati, ai morti e ai feriti. A seguito delle manifestazioni popolari Ratsiraka s'è dovuto ritirare, ma ha lasciato mano libera ai suoi sostenitori che nella città di Tauratave, il maggior porto del Paese, dove arriva la maggior parte degli aiuti al Madagascar, hanno fatto saltare ponti e strade allo scopo di isolare la capitale Antananarivo.
"Una catastrofe consumata in silenzio!" con 7.500 bambini con meno di 5 anni e 400 donne morti per mancanza di medicinali e di cibo.
Blocchi stradali ovunque rendono impossibili le comunicazioni. Ad aprile i due contendenti sono arrivati ad un accordo sulla necessità di operare a un nuovo conteggio dei voti, che ha confermato vincitore Ravalomanana. Purtroppo l'altro sfidante Ratsiraka non ha ritenuto valido il nuovo riscontro elettorale, vanificando tutti gli accordi raggiunti e continuando imperterrito nella volontà di isolare la capitale attraverso reiterate azioni terroristiche di inaudita gravità.
Il pronunciamento dell'Alta Corte Costituzionale del Madagascar e la conseguente proclamazione di Marc Ravalomanana a Presidente della repubblica del Madagascar hanno costretto Ratsiraka ad autoesiliarsi a Parigi, da dove tuttavia cerca sostenitori.
Finora solo gli Stati Uniti, la Svizzera e la Germania hanno riconosciuto il nuovo presidente.
Con l'aiuto di quanti hanno a cuore il futuro di un popolo, ha detto il nuovo presidente, dobbiamo lavorare per la riconciliazione nazionale . Ed ha proposto la costituzione di un nuovo governo al quale seguiranno elezioni anticipate. Uno spiraglio quindi sembra esserci..ma l'Europa ha altro a cui pensare.
Speriamo tornino presto i sorrisi

01/10/2002

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