Siamo giunti finalmente all'inaugurazione del Nuovo Ospedale di Alépé, un'opera di eccezionale significato umano e cristiano in una zona che era sprovvista di strutture sanitarie. E' senza dubbio il risultato della tenace, insistente, provocante volontà di suor Tiziana Maule, medico e suora dell' Istituto Farina di Vicenza che non ha cessato di bussare a tutte le porte e di credere nella Divina Provvidenza. Quando le dicevo che il progetto richiedeva un impegno economico superiore alle possibilità del nostro Centro Missionario, lei rispondeva che non bisognava mollare. Quando i costi sono raddoppiati ed io minacciavo di sospendere i pagamenti, lei ripeteva che dovevamo pregare di più e fidarci della Divina Provvidenza. Quando si è profilata la necessità di donare l'opera allo Stato, perché la diocesi non poteva assumersi l'onere della gestione dell'ospedale, lei replicava: "Così tutti capiranno che l'ospedale è il frutto della gratuità dell'amore cristiano, che non domanda niente in contraccambio e che diventa in questo modo la più bella testimonianza del Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo". Un monumento quindi alla fede e alla tenacia di suor Tiziana, ma un monumento anche alla generosità dei vicentini che hanno dimostrato di capire il significato di questa struttura sanitaria e di saper tradurre il valore della solidarietà in gesti concreti, piccoli e grandi, di carità. Il costo dell'ospedale? E' giusto che i vicentini lo sappiano. La sola struttura è costata 1 miliardo e cento milioni di lire. L'arredamento e la strumentazione è costata altri 300 milioni. Rendiamo dunque grazie a Dio e ai vicentini. Come scrive San Paolo ai cristiani di Corinto: "la vostra generosità è nota a tutto il mondo ". Grazie! |  | | La posa della prima pietra dell'ospedale di Alepé | | | | | |