| Due gol soltanto in tre partite e problemi evidenti al momento di affondare i colpi. E' un Vicenza, quello visto in azione nella prima fase del campionato, ancora in fase di rodaggio: essendo stato varato un progetto tattico nuovo, i risultati non posso essere immediati. Anche se.Anche se, si potrebbe obiettare, c'è qualche perplessità a proposito dell'applicazione della fase offensiva da parte di attaccanti abituati da molte stagioni a giostrare in area (e a segnare) seguendo più il proprio istinto che le disposizioni tattiche degli allenatori. | |
| Prendiamo Margiotta e Schwoch, due spiriti liberi che sembrano mal tollerare le briglie al momento di cercare il gol. Diceva Novellino, per esempio, che dalla trequarti in su Stefan deve avere la possibilità di muoversi a piacimento, senza l'obbligo di inserirsi in schemi troppo costrittivi. Un esempio ? Basti memorizzare la straordinaria prestazione fornita nello scorso campionato contro la Salernitana, quando Stefan riuscì a ottimizzare la gestione degli spazi e a sfruttare in profondità le proprie qualità di corsa. Il problema di Schwoch è molto semplice: per esprimersi al meglio deve essere al meglio della forma fisica, in caso contrario i suoi ritmi e i suoi movimenti diventano abbastanza prevedibili per gli avversari. In ogni caso, come già in passato, rimane in evidenza la necessità da parte sua di aggredire gli spazi in autonomia. Mandorlini sta provando soluzioni tattiche alternative. Molto dipenderà dalla disponibilità degli attaccanti vicentini a entrare nella parte. Non è un progetto semplicissimo da attuare se è vero, come è vero, che nella passata stagione si erano palesate ampie difficoltà di intesa tra Margiotta e Schwoch. Con l'inserimento di un terzo attaccante al loro fianco le cose potrebbero complicarsi ulteriormente anziché migliorare e tuttavia proprio questa è la scommessa che Mandorlini sta portando avanti con molta determinazione contando anche, naturalmente, sulla collaborazione di tutti. |