Carissimo don Giacomo,
ho con voi un debito di riconoscenza per "Chiesa viva", che da tanti anni mi inviate, e per l'offerta che recentemente mi avete fatto giungere, in favore del nostro popolo Achuàr (it. Aciuàr) della Selva nord, del Perù. Tante grazie. Il nostro popolo amazzonico è parte del popolo originario degli "Aints o Jìharos", assieme agli Shuar della selva dell'Ecuador e degli Ahuaruna del Perù. Gli Achuàr vivono parte in Ecuador e la maggioranza nel Perù amazzonico. Il mio sogno missionario fu ed è di vivere in mezzo a questo popolo, secondo il suo stile di vita, nella speranza che altri missionari laici o religiosi decidano lo stesso, cioè condividere la vita e le sfide di queste genti Aborigene. La Chiesa Indigena nasce e cresce così, con le radici vive del vangelo, ma anche con le radici profonde, e molte volte stupende, della cultura di questi popoli. Abbiamo alcuni Ministri della Parola, detti "etsèkartin", e 5 Ministri dell'Eucarestia, detti "ayùrkartin". Questi ultimi desiderano iniziare la preparazione al Diaconato. Visitano periodicamente 3 volte all'anno, come missionari itineranti, alcuni villaggi. Già da alcuni anni lo fanno, e la loro generosità è grande. Erano un popolo molto guerriero, e superate le lotte tribali, alcuni di loro mettono al servizio di Gesù e del suo Vangelo, le loro forze gratuitamente. Questo è per me fonte di grande gioia. Vivo in una zona molto isolata, però a 2 o 3 giorni di distanza a piedi dai Salesiani Missionari dell'Ecuador. Invece per arrivare a Lima, con 3 giovani achuàr: una ragazza quasi cieca e un giovane quasi sordo, sperando di poterli far curare, impiegammo 12 giorni dalla mia capanna, viaggiando 8 giorni sui fiumi con un motore a scoppio di 10 cavalli, e poi 4 giorni in corriera per strada. Per 30 anni vissi, come missionario tra gli Shuar e gli Achuàr dell'Ecuador, e adesso, mi trovo da 19 anni in Perù, tra gli Achuàr. E' un dono del Signore, che mi ha chiamato nella sua Bontà e Gratuità, e della mia Congregazione Salesiana che mi ha permesso di vivere con questi popoli non cristiani, secondo il loro stile. Oggi in molti villaggi ci sono Comunità di famiglie battezzate, dopo 2 o 3 anni di Catecumenato. Chiedo a voi tutti la preghiera per noi, per i nostri Indigeni e per tutti i popoli Aborigeni dei 5 Continenti, che si calcola siano 300 milioni. Gesù Eucarestia ci unisce ogni momento nella Chiesa e nel Mondo, anche se lontani geograficamente. Maria madre di Gesù e Madre nostra ci benedica tutti.
p. Luigi Bolla |  | | P. Luigi Bolla
|  | | Anche tra Ahuaruna gli occhi brillano!
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