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CHIESA VIVA on-line 10/2002
DAL MESSICO, FRATEL LUIGI LOVATO DI CHIAMPO QUATTRO ANNI SULL'ALTOPIANO
I Missionari ci scrivono
Non si intende certo quello di Asiago o del Pasubio del celebre libro di Lussu, bensì quello messicano. E' qui che sono presente dal 1998, da quando cioè, dopo venti e più anni di lavoro nella scuola italiana, i miei Superiori mi hanno chiesto di dar manforte ai miei confratelli del Nuovo Mondo.
Staccarmi dall'ambiente che per me fu tutto durante più di quarant'anni, lasciare gli amici, i miei cari, i Fratelli della mia Provincia religiosa italiana, la mia "dolce Chiampo" dove sono nato, e poi la lingua, la cultura, la mentalità.., per tuffarmi in una realtà nuova, è stata per me come una specie di sfida-scommessa che, grazie a Dio, mi ha ripagato ampiamente degli sforzi e delle preoccupazioni con cui sono partito. Ed ora sto qua, ad Aguascalientes, così chiamata per le sue acque calde sotterranee, a duemila metri di altitudine, nel centro esatto della Repubblica messicana, contento di stare qua e di fare quello che faccio. Con i miei confratelli della mia piccola comunità religiosa siamo presenti sul territorio con una casa di formazione, nella quale due postulanti locali camminano per scoprire se Dio li chiama alla vita religiosa e ad essere i primi Fratelli della Sacra Famiglia messicana. Naturalmente, i nostri impegni sono molti altri:
- appoggiamo una scuola "speciale", per bambini con difficoltà di apprendimento: alcuni sono disabili, altri hanno lesioni cerebrali, o sono ipergenitici, o con problemi disciplinari, di carattere o con alle spalle famiglie sfasciate;
- animiamo gruppi giovanili di differenti parrocchie, comunità religiose o parrocchiali;
- collaboriamo nella pastorale di una parrocchia della zona più povera della città;
- lavoriamo anche nella evangelizzazione, con un'azione catechistica continuata, poiché abbiamo preparato noi stessi i catechismi della diocesi;
- infine c'è la missione tra gli indigeni (Huastecas y Natuatl), per la loro promozione umana e cristiana.

Credo però che non basta un elenco di attività per qualificare una persona o una comunità. Oltretutto, il giudizio spetta solo al Signore, e solo Lui sa leggere nel nostro profondo e attribuire il giusto valore ai nostri sforzi quotidiani. Quello che invece voglio sottolineare è il nostro spirito ed il nostro stile nell'azione pastorale e apostolica. Siamo Fratelli della Sacra Famiglia, un Istituto nato in Francia nel 1835 per opera del Venerabile Gabriel Taborin, un grande amico e collaboratore del Curato d'Ars.
Le due caratteristiche forse più peculiari che ci identificano sono la nostra laicità e lo spirito di famiglia:
· laicità: siamo Religiosi "Fratelli", cioè non sacerdoti, vale a dire che riveliamo con immediatezza ciò che è il fondamento della Vita Religiosa: il dono-impegno dei Consigli evangelici della Castità, Povertà e Obbedienza, e la vita comunitaria.
· Spirito di famiglia: le virtù ed i valori vissuti dalla Sacra Famiglia di Nazaret sono il nostro 'orizzonte', soprattutto di preghiera, il servizio, la fraternità ed uno stile di azione che sottolinea la collaborazione, la condivisione e l'accoglienza, consapevoli che tutti siamo fratelli e dobbiamo vivere relazioni fraterne.

Lo spirito di famiglia è per noi un invito a camminare incontro ad ogni uomo che soffre, che sperimenta la povertà (non importa se è economica, fisica, spirituale, mentale.), che come figlio dell'unico Padre ha diritto ad una vita dignitosa, e che deve trovare in ciascuno di noi il cristiano, il missionario che lo accompagna e condivide le sue pene e le sue gioie. Ecco, credo che a questo siamo chiamati tutti: il battesimo ci impegna a perseguire la santità, ci chiede di essere missionari con la nostra vita più ancora che con le nostre parole, e non importa dove, non importa con chi o il perché come diceva Follerau: "La peggior disgrazia che possa capitarci nella vita è quella di non essere utili a nessuno".

Fr.Luigi Lovato

Dolcezza materna messicana...

Fratel Luigi Lovato

La gioia di vivere


11/10/2002

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