Le ultime volte che ho dato notizie ero ancora tra i profughi del Rwanda. Successivamente sono passata ad altri rifugiati, nel campo di Kakuma, dove Sudanesi, Ugandesi, Etiopici ed Eritrei, Somali, Congolesi, Rwandesi e Burundesi vivono insieme, aspettando..aspettando che cosa, non si sa bene! Questo campo di 87.000 rifugiati - anzi, 3 campi contigui! - è incominciato nel 1992, con migliaia di ragazzi che avevano fatto la "lunga marcia", dal Sudan all'Etiopia e dall'Etiopia al Kenya, nelle steppe deserte del Turkanatand. Guerre intestine, lotte tribali e fame avevano aumentato il numero, non solo dei ragazzi, ma di intere famiglie. Il Commissariato delle Nazioni Unite ha chiamato in soccorso le Organizzazioni non Governative, che hanno pianificato i servizi. Tra queste, il TRS (Servizio Gesuita dei Rifugiati) mi ha dato la possibilità di venire in aiuto all'immensa fiumana di rifugiati. Oltre a portar soccorso nei bisogni primari, il Servizio Gesuita è attento a quelli dello spirito umano. Così, ad esempio, per preparare futuri leaders per il Sudan e altri paesi, sponsorizza i migliori studenti. Per aiutare gli universitari in fuga, ha aperto loro una strada con l'università per corrispondenza nel campo stesso. Per ridare equilibrio e speranza alle persone traumatizzate da violenze e morti, ha istituito un servizio di medicina alternativa e "comselling" oltre a centri di ritrovo diurno. In questo servizio lavora Christina, una mia sorella FMM, Scozzese. Ultimamente è riuscita a dare alloggio a 7 giovani donne che vivevano ancora all'aperto con i loro bambini. C'è speranza che il governo Australiano accetti di prendere un buon numero di queste madri nubili, vittime di violenza. Elisabeth, una donna Sudanese madre di 3 bambini e violentata l'anno scorso nel campo, ha avuto un bel maschietto. Martha, una etiope della comunità Orano, è stata costretta a fuggire, quando gli anno ucciso il marito in Etiopia, ha una storia terribile alle spalle. Arrivando a Kakuma, è stata violentata e, mentre era in ospedale, il figlio di 16 anni è scomparso. Dopo pochi mesi, anche la figlia di 16 anni ha subito il trattamento della madre. Sono drammi che lasciano le persone distrutte. Solo tanta pazienza e amore riesce a riscattarle. Il mio lavoro al campo consiste nell'aiutare l'unico Sacerdote Salesiano nella cura pastorale di 9 cappelle per 20.000 cattolici. Donne e ragazze in particolare mancano di assistenza spirituale e di una presenza femminile che capisca i loro problemi. In questi ultimi mesi avevamo cercato di organizzare dei gruppi in ogni cappella e di affidare delle responsabilità alle donne con una certa preparazione. Un seminario ha dato buoni risultati.. Nel frattempo, un incidente d'auto mi costringe a lasciare il campo. Spero e prego che Dio chiami qualcuno a continuare il lavoro, là dove tanta gente aspetta.
Suor Dina, f.m.m. |  | | Battesimi di un campo Profugli |  | | | |