Siamo due sacerdoti Fidei Donum di Padova e uno della diocesi di Vicenza. Il vescovo di Chiang Mai ci ha affidato una vasta zona al nord del Paese, in una località chiamata Chae-Hom. Prima che arrivassimo noi, a Chae-Hom erano presenti i Padri del Pime che avevano aperto quella missione. Questa iniziativa, nell'anno giubilare, è un segno di comunione ecclesiale, un dono dello Spirito che muove le Chiese ad operare per il bene di altre chiese sorelle di missione. E' certamente anche una sfida che vuol misurare l'impegno e l'entusiasmo delle nostre diocesi nel coinvolgersi in una realtà nuova come Chae-Hom. Questa zona pastorale si trova vicino ad una regione montuosa popolata da tribù che sono arrivate dalle nazioni vicine e si sono insediate nella foresta. I membri di queste tribù sono sempre stati ai margini della società Thai. Sono stati volutamente ignorati: e la loro spiritualità appare aperta al messaggio del Vangelo. Tra gli obiettivi della missione ci sembrano prioritari l'inserimento dei giovani nella società, favorendo la partecipazione dei ragazzi della scuola e offrendo agli adulti la possibilità di disintossicazione dall'oppio. Per questo a Chae-Hom i padri del Pime hanno fatto sorgere un centro educativo di recupero dalla tossicodipendenza. Ci sono circa cento ragazzi e ragazze e i posti sono insufficienti per le numerose richieste. Si accolgono tutti dando la precedenza ai più poveri, agli orfani, a coloro che hanno situazioni familiari insostenibili. La missione di Chae-Hom infatti è stata aperta per servire i poveri, per offrire speranza alle famiglie, per iniziare un cammino di evangelizzazione in un territorio dove la popolazione è, in grande maggioranza, animista. Noi facciamo fatica a percepire il dramma di molte famiglie, di ragazzi e ragazze scaraventati improvvisamente nell'ignobile commercio del sesso e della droga. La missione di Chae-Hom offre alle nostre diocesi la possibilità di avvicinarci al dramma di migliaia di famiglie, di giovani, di educatori che soffrono le conseguenze della loro dolorosissima situazione. C'è bisogno di cooperazione e di tanta solidarietà. C'è bisogno di coraggio. Il coraggio di metterci continuamente in ascolto di Dio per "stare dentro la storia con amore, per imparare a camminare secondo lo Spirito, lasciandoci guidare da lui, umili e docili, e per questo anche audaci dell'audacia del Vangelo". Don Piero di Vicenza con don Bruno e don Lorenzo di Padova.
Il 14 dicembre sarà inaugurato il nuovo ospedale di Alépé.
Finalmente il ministro della sanità in Costa d'Avorio e il Nunzio Apostolico hanno fissato la data dell'inaugurazione dell'ospedale tenacemente voluto da sr. Tiziana Maule e realizzato dalla generosa corrispondenza della Chiesa vicentina. C'è un SOS da parte di sr. Tiziana. Le mancano 20.000 euro per coprire tutte le spese. Ce ne facciamo portavoce per coloro che il Signore ispira ad ascoltare. |  | | Lo splendore di Bangkok
|  | | Benedizione della prima pietra dell'ospedale di Alapé | |