3-13 luglio 2002, "Villa Gregoriana" a Palùs San Marco, a circa 1100 metri sul livello del mare nella Val d'Ansiei, tra le Marmarole e i Cadini, in comune di Auronzo. Dieci giorni di tempo sereno, in un'estate piuttosto variabile. Ecco le coordinate spazio-temporali del campeggio estivo del Seminario Minore di Vicenza, che si è spostato "in massa", contemporaneamente, in uno stesso ambiente. Per chi si aggirava tra i vialetti dell'ospitale "VillaGregoriana" della diocesi di Belluno, era possibile imbattersi con apprendisti maghi, tutti intenti a sperimentare nuove stregonerie o impegnati nel torneo di"quidditch", come Harry Potter alla Scuola di Howgarts. Ma poco più in là si potevano scorgere i ragazzi di prima e seconda superiore alle prese con la propria libertà, affidata ai tentativi di volo degli aquiloni. I giovani del triennio erano facilmente identificabili per via di un inseparabile cordino arancione annodato nei modi più vari: ogni occasione era buona per stringere nodi di amicizia e simpatia, magari con l'ausilio di videocamera e col pretesto di un'intervista. Dai nodi del triennio non si sono salvati neppure i turisti di Cortina! Anche l'escursionista esperto poteva incontrare il gruppo, sempre compatto e fiero, di seconda o terza media nei sentieri dei rifugi più famosi, oppure imbattersi negli adolescenti del biennio, tenaci nel cammino anche sotto il pesante zaino del campo mobile in Val di San Vito. Nel silenzio delle Marmarole, presso il bivacco "Rifugio Tiziano", dopo un'avventurosa salita, i giovani del Triennio hanno vissuto l'esperienza del deserto: come Elia sull'Oreb, o Gesù sui monti della Palestina, hanno potuto riconoscere le tracce di un Dio vicino e meraviglioso nel suo amore. Quello del campeggio estivo è certamente un momento tutto speciale per crescere nella fraternità e nell'amicizia, per gustare la bellezza di un mondo stupendo che Dio ci ha donato, per consolidare la gioia della vita comunitaria. L'esperienza di quest'anno si è arricchita della cordiale ospitalità di "Villa Gregoriana" e della vicinanza di un gruppo di disabili con i loro accompagnatori, fratelli meno fortunati di noi, che comunque ci hanno testimoniato la gioia di vivere e la gioia di servire. In fondo è proprio l'amore che diventa servizio il"nodo" più saldo e sicuro, il segreto per volare liberi in alto, la "magia " più stupefacente.
don Diego De Rossi. |  | | |  | | Ragazzi del seminario
| |