| Enna, Vibo Valentia e Oristano sono nelle prime tre posizioni. Solo in trentesima posizione troviamo la prima cittā del Nord: Aosta. Nelle ultime tre posizioni Pavia, Lecco e Biella. Cosa sta dietro questo fenomeno? La grande mobilitā sia in entrata sia in uscita dei lavoratori in prevalenza stagionali č legata alla forte flessibilitā che caratterizza i settori dell'agricoltura e del turismo, realtā economiche che sono prevalenti nell'economia del Mezzogiorno d'Italia. Le grandi realtā urbane del Nord: Torino č al 45° posto, Milano č al settantunesimo, Genova all'82°. In Veneto, invece, tutte le province sono nella seconda metā della classifica nazionale. Padova al 62° posto. Rovigo al 66° e Belluno al 72°. Verona č al 78° posto a livello nazionale. Chiude la provincia di Vicenza, al 91° posto. Tuttavia, osserva la Cgia di Mestre in una nota che accompagna lo studio, il fenomeno non va visto negativamente. Spesso questa mobilitā č vissuta dal lavoratore dipendente con l'obbiettivo di migliorare la posizione economica e, dall'impresa, come un progressivo miglioramento della composizione dell'organico. Quindi soprattutto nel settore secondario la mobilitā č indotta al miglioramento delle condizioni sia dei lavoratori sia delle imprese e non come uno strumento che segue i picchi di produzione. Nel Nordest, giā detto del Veneto, tutte le province friulane si piazzano nella prima parte della classifica nazionale. Trieste č al 40° posto, Gorizia č al 42°, Udine in 56° posizione e Pordenone, al 58° posto. |