| Informazione pubblicitaria |  | | | | | | | Rubriche / Cinema |  | One Hour Photo | | Robin Williams, una vita di plastica | | | Cosa succede se Robin Williams, il volto più rassicurante d'America, cambia ruolo e fa il cattivo? In un negozio fotografico di sviluppo e stampa un impiegato troppo zelante segue la vita dei clienti con partecipazione morbosa. Per lui non si tratta soltanto di inserire meccanicamente dei negativi e stampare le copie. Fa il suo lavoro con cura e meticolosità, preoccupandosi che ogni fotogramma rappresenti in modo adeguato un momento nel tempo. Una famiglia in particolare lo interessa, ha seguito per anni il loro percorso attraverso le foto: matrimonio, nascita del figlio, feste, Natali e compleanni. Per lui è l'unione ideale e se qualcosa dovesse andare storto, come puntualmente accade, lui non può permetterlo, costi quel che costi. Un mondo fatto di plastica quello raccontato dal film? Parrebbe di sì, perchè manca il calore dell'autenticità. Il protagonista ruba le immagini, fa propri gli attimi felici immortalati dall'obbiettivo di una macchina fotografica a buon mercato, di quelle che si usano per una festa di compleanno o per una gita a Disneyland. | | | La locandina del film | | Si immagina davanti a quell'obiettivo, a festeggiare assieme a quella famiglia, padre madre e figlio, che lui ritiene felice. Sogna di essere un caro anziano zio, accolto nel rassicurante tepore degli affetti familiari, come quando festeggia con loro un freddo Natale imbiancato dalla neve. Quella di Williams è una non vita, ma una parodia di essa, tutta racchiusa nel colorato ed effimero mondo di un'istantanea. Prende la vita da quelle fotografie, come un innocuo parassita, si accontenta di vivere ai margini di quella che gli sembra essere un'isola felice. Metafora di un certo modo di intendere l'esistenza? Sottile anatema contro la società tecnologica, fredda e impersonale? Forse un po' di tutto questo..... L'esordiente regista e sceneggiatore Mark Romanek lascia sciolte le briglie di Robin Williams che realmente impressiona per la lucida follia degli occhi infossati e cerchiati, per lo sguardo capace di esprimere un senso di disarmante solitudine. Abituati a vederlo in ruoli più consolatori e "buonisti", sorprende la sua versatilità e l'assoluta serenità con la quale affronta un ruolo talmente diverso dai precedenti. Del resto non c'era alcun dubbio in proposito. Attore a tutto tondo, non concede alcuna pausa nel delirante incedere del suo personaggio verso un'inevitabile finale di crescente alienazione. Williams rimane sicuro ed efficace, anche nella seconda parte del film, quando alle filosofiche riflessioni sulla fotografia si sostituiscono azione e movimento, senza perdere mai quello sguardo da pazzo che impressiona. Titolo originale:One Hour Photo. Nazione:Usa. Anno:2002.Genere:Thriller. Durata:98'.Regia:Mark Romanek.Cast: Robin Williams, Connie Nielsen, Michael Vartan, Gary Cole, Eriq La Salle. In programmazione al Multisala Roma di Vicenza e Warner Village di Torri di Q.lo (vedi orari e giorni). Sito ufficiale: www.foxsearchlight.com/onehourphoto | 24/10/2002 | | Rubriche |  | LIBRI A cura di Alessandro Scandale |  | CALCIO L'opinione di Adalberto Scemma |  | CINEMA A cura di Alessandro Scandale |  | ARCHIVIO NEWS L'archivio del nostro NewsMagazine | | | |