| Mi capitò tra le mani, mentre mi accingevo a scrivere queste righe, il fascicolo ultimo della rivista 'Vita pastorale' e, forse per deformazione professionale, l'occhio si posò su alcune pagine riguardanti il Seminario Minore di Bergamo. Vi lessi che quella diocesi, tradizionalmente ricca di seminaristi perfino in questi ultimi frangenti, si sta ancora una volta mobilitando per rilanciare il proprio Seminario in un intreccio fitto di famiglie e di comunità parrocchiali, decisa ad investire allo scopo le migliori energie. Il numero dei ragazzi di quel Seminario Minore è ancora consistente (sono centoquarantatré i seminaristi); ma anche per Bergamo sono lontani i tempi in cui ci era dato vivere di rendita, per quella sorta di rigenerazione spontanea che ogni anno garantiva una consolante sovrabbondanza. Sebbene esperto di carestia più che di abbondanza, mi sento fratello e solidale con gli amici della diocesi bergamasca nel desiderio di far rinascere, pure in casa nostra, il coinvolgimento degli interessi e la mobilitazione delle energie. Sì, perché anche per noi questo è ancora il tempo della speranza e del coraggio nel gettare le reti. Bisogna volerlo insieme. Voglio dire che un Seminario oggi, in questo nostro tempo, perché possa continuare ad esserci, bisogna volerlo e volerlo insieme. Possiamo discutere, possiamo fare scelte differenti, ma non si può restare alla finestra ad aspettare. Chi vi lavora in prima persona è convinto che uno o due anni di pausa sono sufficienti per chiudere i battenti. Di certo non basta qualche tecnica più o meno sofisticata di pastorale vocazionale a risolvere il problema. Siamo in molti a sapere quale percorso di iniziazione e di crescita alla fede vi è implicito nelle famiglie e nella parrocchie. E' emblematico in proposito il messaggio della nostra Chiesa diocesana: 'diventare cristiani'. Né intendo dire, con quel 'bisogna volerlo', che si abbia minimamente a forzare ritmi e libertà di alcuno, tanto meno di chi è giovane ed in crescita. I genitori dei nostri seminaristi ci sono buoni testimoni della strada fatta insieme, con paziente intesa e reciproco coinvolgimento, ancor prima di decidere l'entrata in Seminario, per un anno almeno o due. E questa condivisione intensa delle famiglie è sapiente, gustosa e dà garanzia perché il cammino sia sano nel cuore dei figli. Voglio invece dire che da molti anni nel nostro Seminario si naviga a livelli numerici bassi e critici, in andamento decrescente, per tratti di tempo così decrescente da sfiatare ogni energia a levare lo sguardo al futuro; la scuola media fin dal 1970. 'L'ultimo spenga la luce!'; più volte ci è venuta la tentazione di dircelo l'un l'altro. Ci poteva comunque capitare. Non è successo fino ad ora, forse anche perché abbiamo voluto a denti stretti tenere accesa la luce. E intanto negli anni ottanta e novanta il Seminario Minore ha continuato a dare quasi il sessanta per cento dei giovani ordinati nella nostra Chiesa diocesana. E oggi, in questo anno 2002-2003 come vanno le cose? Dalla tabella, a fianco riportata, potete notare che i numeri permangono piccoli; non tanto per l'intreccio e la conduzione della vita quotidiana. Si tratta insomma di tre comunità o di tre famiglie, quella della Medie, del Biennio e del Triennio, vivaci, belle e risonanti ancora. Vi assicuro che, se voi capitate a trovarci nel cuore della giornata o alla sera, non ve ne andrete di certo con l'impressione della crisi e del lucignolo fumigante. Numeri piccoli però, piccoli fino ad angustiarci la mente ed il cuore, in relazione all'approdo finale, a quell'approdo preciso che si chiama ordinazione sacerdotale. E' pur vero, e noi lo sappiamo bene, che un Seminario Minore non vale solo per questo traguardo. ma il discorso ci porterebbe lontano. Comunque attraverso i volti di quegli ottantasette seminaristi vediamo oggi filtrare qualche raggio di luce in più, perché ottantasette significa che abbiamo aggiunto qualche posto a tavola. insomma siamo anche un po' cresciuti. Non è un incremento da caratteri cubitali e quattro colonne; tuttavia esso conferma un fatto significativo: da qualche anno stiamo tenendo in stabilità numerica. E questo basta per dire che, in tempi come questi, il seme gettato porta frutto ancora nel nome del Maestro che chiama. (don Lodovico) PROSPETTO GENERALE DEGLI ALUNNI DEL SEMINARIO (a. s. 2002-2003) Seminaristi del Seminario Maggiore Teologia Mandorlo I II III IV V VI F. C. Totale 2 8 3 6 6 7 7 2 41 Seminaristi del Seminario Minore I II III Totali Triennio 6 7 6 19 Biennio 13 7 --- 20 Scuola Media 18 16 14 48 Totale Seminaristi del Seminario Minore 87 |  
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