| La comunità vocazionale "Il Mandorlo" 2002-2003 è composta da due giovanili speranze che di seguito si presentano. Mi chiamo Daniele Finozzi, ho 22 anni e vengo dalla parrocchia di Marano Vicentino. Ho fatto parte degli scout e sono stato animatore di un gruppo parrocchiale. Ho studiato ragioneria presso l'istituto "Pasini" di Schio, dove mi sono diplomato come ragioniere nel Luglio del 2000. Successivamente ho vissuto un'esperienza lavorativa in una cooperativa sociale di Villaverla. Nell'ultimo anno ho prestato servizio come obiettore di coscienza Caritas in Casa Speranza (Vicenza), una casa famiglia che ospita persone in aids conclamato. Determinanti sono stati gli "INCONTRI" che ho vissuto negli ultimi due anni, con persone diverse, con vite diverse, con volti e storie diverse. E a volte "l'incontro" è divenuto "scontro", nel senso che molte persone hanno rappresentato una pietra su cui ho inciampato. Una pietra che mi ha fatto sentire il dolore di cadere dalle mie certezze, ma anche mi ha dato coscienza del fatto che stavo camminando. Che non ero fermo.che non ero solo. Dietro a tutto questo c'è la speranza! "Speranza" in ebraico si traduce con il termine "TIKVA' " che significa anche "corda". Allora è bello immaginare la speranza come una corda che lega, che tira, che unisce. Certo, si può anche recidere, strappare. Ma noi abbiamo la possibilità di fare un nodo e ricominciare la scalata. Nella mia via sono stati posti dei "messaggi", dei piccoli segni che hanno dato senso alla mia vita. E non credo sia stato solo un caso, una fortuna. Come mi disse un operatore di Casa Speranza: "Queste piccole meraviglie sono come carezze che non aspettano altro che di essere ricevute". Il mio nome è Gianluca Padovan e ho 19 anni. Pur essendo nato ai Ferrovieri e vissuto prima ad Arzignano ed ora a S. Lazzaro, la mia parrocchia è sempre stata S. Giuseppe, nella zona del Mercato Nuovo. Ho frequentato il Liceo Scientifico Statale Paolo Lioy A parte il catechismo non ho mai partecipato alle diverse attività parrocchiali. Sono arrivato al Mandorlo per una strada un po' solitaria che ora voglio verificare. A tutti coloro che ho incontrato va il mio ringraziamento, per avermi reso ciò che sono. Credo vi siano stati almeno tre diversi momenti, tre incontri che mi hanno lentamente portato a farmi un'idea di questa nuova e "strana" vita. Quello fondamentale è stato con Gesù ma è accaduto molto tempo fa e non ne parlerò ora. Un primo incontro è stato quello con don Damiano, avvenuto ormai quasi due anni fa, per un colloquio introduttivo. Una buona metà delle teorie che rimuginavo sin da fanciullo sui preti cadde durante quella conversazione. Mi aspettavo una disciplina ferrea, mortificazione di sé ed ogni altro genere di supplizi per temprare i nostri spiriti come metallo sull'incudine. Mai stato tanto felice di sbagliare. Il secondo incontro fu con i giovani dello scorso Mandorlo, durante l'annuale settimana di convivenza vocazionale. Ammetto che mai, prima di allora, ero entrato in una simile comunità! Così amichevoli, così aperti e disponibili. Una bella sorpresa, e quel che mi restava delle mie incertezze volò via come un soffione maturo nella brezza estiva. Ultimo incontro, almeno per ora, quello forse più impegnativo. Sono per mia natura diffidente verso i grandi gruppi di persone, ed ammetto di essere stato piuttosto teso il giorno del mio primo pranzo in Teologia, della mia prima lezione, dei miei primi contatti con quanti vedevo per la prima volta ed sto imparando a conoscere. Il Signore ha fatto la più grande e piacevole sorpresa di trovare un'amicizia pronta, disinteressata e paziente! Grazie a tutti. Didascalia foto (da sinistra): Daniele, don Damiano e Gianluca | | | da sinistra: Daniele, don Damiano e Gianluca | | | | | | | | | | | | | |