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CHIESA VIVA on-line 11/2002
2002 VITA DEL SEMINARIO TEOLOGICO
1) ALUNNI
In Seminario Maggiore, durante l'anno formativo 2001-2, gli alunni sono stati 40 (40 nel 2000, 43 1999, 46 1998): al Mandorlo 7, in I 2, in II 7, in III 6, in IV 8, in V 6, in VI 4. Due erano gli alunni esterni con itinerario formativo personalizzato: Daniele De Rosa residente ad Araceli VI ed Enrico Lovato a SS. Trinità di Schio. A conclusione dellíanno abbiamo avuto: 3 neopresbiteri (Ivan Arsego destinato a Breganze, Diego Castagna a S. Bertilla in Vicenza, Enrico Lovato a Noventa); 6 neodiaconi (Manuel Gastaldello, Giovanni Imbonati, Gianni Magrin, Marco Marchetti, Enrico Massignani, Simone Stocco). Alunni per il 2002-3: al Mandorlo 2, in I 8, in II 3, in III 6, in IV 6, in V 7, in VI 7, Fuori corso 2. Totale 41. Faccio notare però, che se sottraiamo 6 alunni con itinerario formativo personalizzato e non residenti in seminario, e aggiungiamo i 5 giovani impegnati come prefetti in seminario minore e i 2 giovani del Mandorlo, la comunità del teologico a tempo pieno si riduce a 28 alunni (pi_ 5 educatori).
2) CAMMINO FORMATIVO
Si mantiene stretta la collaborazione tra educatori del Minore, del Mandorlo e del Maggiore. Resta da migliorare la comunicazione delle attività, per evitare malintesi o aggiustamenti dellíultimo momento. Per questo si Ë deciso di andare oltre le riunioni comuni a periodicità lunga, quasi trimestrale; questíanno ogni 15 giorni, al sabato mattina, inizieremo la riunione tutti insieme, per poi continuare separati lo scambio su argomenti specifici. Il coinvolgimento degli insegnanti nel tirocinio pastorale degli alunni dello Studio teologico e nella preparazione delle ìMissioni giovani e itineranteî Ë stato ribadito nel collegio docenti, aperto alla rappresentanza degli studenti, alla fine dellíanno scolastico. Per attuare questo intendimento, su convocazione del Preside, si Ë riunito con gli animatori un gruppo di insegnanti martedÏ 10/9 al mattino. Si spera di conseguire una doppia finalità: concretizzare gli studi teologici e approfondire la formazione anche sul campo díesperienza con líaiuto dei docenti. Líanno scorso abbiamo posto una accentuazione sulla ìformazione intellettualeî, soprattutto nel primo quadrimestre, perchÈ nel secondo siamo stati presi dalla novità della ìMissione giovaniî da preparare per la prima volta. Nellíanno formativo 2002-3 avremo particolare attenzione per ìautorità come servizioî ossia ìil servizio di presidenza del presbitero nella comunitàî. I seminaristi líhanno preferito al tema ìeducazione alla carità pastoraleî. Ci siamo introdotti allíargomento, durante la settimana a Tonezza, con il prof. don Giuseppe Sovernigo a partire dallíanalisi della propria persona, e abbiamo ascoltato in proposito líesperienza viva di don Lucio Mozzo e del suo collaboratore don Gaetano Comiati. Raccoglieremo le proposte degli alunni per approfondire il tema durante líanno, ma domandiamo ad ogni insegnante di tenerne conto nello svolgimento della propria materia, cosÏ come ne daremo attenzione negli itinerari formativi delle singole classi.
3) FUTURO DEL SEMINARIO TEOLOGICO
Siamo lieti che líIstituto di scienze religiose sia diventato ìsuperioreî, e che nella Congregazione pontificia si sia ripreso in mano la consultazione per una riforma della ìratio studiorumî, che riguarderà anche i seminari. Che cosa ci riserverà il futuro?!Ö Sarà bene perseverare, comunque, nellíinviare ogni anno qualche giovane prete ad approfondire gli studi filosofico-teologici, perchÈ senza cultura filosofico-teologica líimpoverimento ecclesiale e pastorale saranno assicurati, e difficilmente recuperabili. Non bisognerà poi cacciare subito come ìcattivo pensieroî líipotesi díiniziare qualche collaborazione con studi teologici di diocesi vicine, in particolare Padova, Treviso, Verona. Ci auguriamo in un futuro prossimo o lontano di non averne mai bisogno, eppure il numero minimo di alunni (addirittura 1 o 2!) in qualche classe Ë già una provocazione, che inquieta. Se gli ordinamenti degli studi con le Chiese particolari vicine restano estremamente diversi, non potrà mai scattare un mutuo aiuto, anche se limitato. Pur riconoscendo la validità degli anni trascorsi in comunità teologica, di continuo si constata la necessità di un vero tirocinio pastorale in parrocchia, guidato e accompagnato: da una parte da insegnanti, educatori, padre spirituale del seminario; e dallíaltra da presbiteri, religiose e laici della comunità parrocchiale; e questo prima di impegni ecclesiali solenni, come diaconato e presbiterato.
don Gianfranco Cavallon

01/11/2002

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