Introduciamo qui l'avventura missionaria dei Giuseppini in Ecuador che riporteremo nei prossimi mesi in due dossier Il 24 maggio 1922, centesimo anniversario della gloriosa battaglia del Pichincha che segnò l'indipendenza dell'Ecuador, giunsero al porto di Guayaquil i primi due missionari giuseppini provenienti dall'Italia: Mons. Emilio Cecco, con la nomina di Amministratore Apostolico e Padre Giorgio Rossi, che sarà il suoimmediato successore. Rara coincidenza: nella stessa nave, il piroscafo "Bologna", viaggiavano pure i membri della Missione Militare Italiana concordata col governo ecuadoriano e per questo le autorità di Guayaquil li aspettavano perl'accoglienza ufficiale. Il Governo Ecuadoriano dell'epoca proibiva fermamente l'entrata nel paese di religiosi stranieri; per questo i nostri viaggiatori erano rimasti nascosti in un angolodella nave. Ebbero però la grata sorpresa di ricevere a bordo la visita del segretario della Diocesi, il quale si era preoccupato di sbrigare lui ogni pratica diplomatica per accompagnarli quindi al Convento Francescanodella città. Il padre Pietro Porras, noto scrittore giuseppino ed archeologo di fama, così commenta l'episodio nel suo libro "Entra los Yumbos",pag. 102: "Due Missioni italiane, una militare e l'altra religiosa, arrivarono contemporaneamente dall'Italia in Ecuador per lavorare in campi distinti, la spada ela croce. La prima è ricevuta per accoglienze trionfali; la seconda rimane sconosciuta a tutti, fuorchè nellaCuria Vescovile. La prima è formata da dieci membri che riscuotono una buona somma di denaro dal Governo; la seconda è composta solo da due persone, sprovviste di mezzi e con nessuna paga. Quale delle due Missioni risultò alla fine la più vantaggiosaper l'Ecuador?. Conviene ricordare che la Missione militare si ritirò dopo diciott'anni, mentre la missione Giuseppina trasformò per Cristo una vasta regione, che costituisce la speranza dell'Ecuador, e continua ancora a lavorare per il bene spirituale, morale e sociale dellanostra Patria". All'arrivo dei Missionari a Quito, la capitale, l'Arcivescovo Manuel Polit Lasso formulò il benvenuto ai Giuseppini inquesti termini: "Considero la vostra presenza in Ecuador come una grazia specialissima di san Giuseppe. Noi, Vescovi Ecuadoriani, decidemmo di consacrare la repubblica al glorioso Patriarca, supplicandolo di farci trovare una congregazione che si impegnasse ad evangelizzare una zona così vasta nelle regioni orientali del paese.Prodigio potente!. Dopo pochi giorni l'Istituto vaticano di "Propaganda Fide" ci comunicava da Roma che i Padri Giuseppini del Murialdo accettavano la Missione del Napo. Per questo voi Giuseppini siete un regalo di San Giuseppe allanostra Patria". | | | Un niño del Napo | | | | | Indios a convegno | | | | | | | |