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CHIESA VIVA on-lin 11/2002
Dossier Albania
L'altra metà dell'Albania

Abbiamo già pubblicato un primo "Dossier Albania", che riguardano la regione del nord, dove opera don Angelo Sacchiero. Ora don Daniele Zeno, della Pia Società S.Gaetano, ci parla della regione del sud.

Sono 10 anni che le Suore della Divina Volontà di Bassano del Grappa operano in Albania, a Lushnje, dove nel 1944 sono stati chiamati i religiosi preti-diaconi della Pia Società S.Gaetano ai quali l'allora Nunzio apostolico Ivan Dias (ora cardinale di Bombay-India) affidava la cura pastorale del distretto di Lushnje, nel centro-sud del paese, città e 16 comuni per un totale di 150.000 abitanti: 70% di tradizione musulmana, 30% di tradizione cristiano-ortodossa, piccolissimi gruppi di cattolici originari dalle montagne del nord e "deportati" per motivi politici (in realtà religiosi) nei villaggi "in campi di lavoro controllati" dalla dittatura comunista (1945-1990). Una presenza, quindi, di chiesa vicentina, attorno ai due Istituti religiosi nati in diocesi di Vicenza, subito aiutati nella loro missione da parrocchie, gruppi, singole persone di Vicenza, e non solo, accomunati in un lavoro di promozione e di evangelizzazione nella parte più missionaria dell'Albania, quella del sud, che abbraccia metà territorio (12.000 kmq.) e metà popolazione (un milione e mezzo di persone) del paese. Anche il Vescovo Mons. Nonis è stato vicinissimo a questa Missione di Lushnje, interessandosi di persona attraverso noi missionari e coinvolgendo anche gli organismi pastorali diocesani: sempre e particolarmente nel primo impatto del 92/94 e poi nelle tragiche emergenze del 97 e del 99. Abbiamo avuto anche delle visite quasi ufficiali: prima di mons. Valentino Grolla per l'Ufficio Missionario e poi di mons. Antonio Fioravanzo e di don Giovanni Sandonà della Caritas diocesana. Ogni visita, come anche le informazioni dirette al Vescovo, hanno marcato un passo concreto in quella cooperazione che noi abbiamo cercato di alimentare anche attraverso interventi sul settimanale "La Voce dei Berici" nell'intento di sensibilizzare la comunità diocesana e di renderla partecipe di un evento faticoso ma straordinario come quello della nascita della Chiesa in una regione dove praticamente non c'era mai stata: e ciò per opera di missionari, collaboratori, volontari e solidarietà prevalentemente vicentini.

Quale Missione?
Anche e ancor più nel Nord, la parola d'ordine è Evangelizzazione, cioè annuncio esplicito del Vangelo fatto da una comunità cristiana che cresce evangelizzandosi ed evangelizzando. La chiesa cattolica di Lushnje è formata attualmente da 500 fedeli, 350 dei quali hanno ricevuto il battesimo nella nostra comunità; gli altri sono persone adulte nate e battezzate nel Nord prima del 1967, l'anno in cui la "rivoluzione albanese" ha messo al bando ogni religione, distrutto le chiese, represso, cancellato e perseguito qualunque forma di religiosità. In otto punti del distretto (provincia) si fa catechesi ai ragazzi, giovani e adulti, a questi ultimi ora in forma di perseveranza durante i tempi forti dell'anno liturgico. Due gruppi di catecumeni, uno di giovani di tradizione cattolica e uno di adulti o di intere famiglie di tradizioni diverse, hanno terminato quest'anno un cammino di due/tre anni e hanno fatto la loro Iniziazione cristiana nella veglia pasquale e nelle domeniche successive. Solo in quest'anno tra adulti, giovani e bambini, la comunità si è arricchita di 60 nuovi cristiani. Tutto ciò nella realtà della Chiesa del Sud (Amministrazione Apostolica dell'Albania Meridionale) che conta appena 4000 cattolici disseminati ma anche convergenti intorno a sette centri principali dove ci sono sacerdoti (15 in tutto, compreso il vescovo, e quasi tutti religiosi italiani) e un centinaio di suore operanti in trenta comunità dalle diverse finalità, ma tutte impegnate anche nella evangelizzazione diretta. Una caratteristica della Missione di Lushnje è il coinvolgimento di tanti ragazzi nelle attività che si svolgono sia al Centro comunitario della città che in quelli periferici: due centri con presenza di Suore (Plug e Bubullime), altre cinque piccole sale comunitarie nei villaggi e in periferia della città. Con i ragazzi si fa attività pomeridiana di animazione e formazione, manualità, sport, teatro, espressione artistica e, per tutti, una evangelizzazione rispettosa della pluralità di tradizioni religiose e culturali ma con contenuti chiaramente cristiani. Da questa formazione di base nascono dei gruppi di ragazzi che seguono una vera e propria catechesi cristiana e, per alcuni, sacramentale. Gli adolescenti sono presenti in comunità in numero abbastanza rilevante fino al compimento della scuola secondaria; poi.l'incontro si fa più difficile: o perché si mettono nella prospettiva di emigrare per lavorare o perché frequentano l'università a Tirana. Tuttavia ci sono dei giovani che continuano a tenersi in contatto con la comunità e fanno il possibile per tornarvi i fine settimana. Con i giovani si fa un cammino di formazione cristiana permanente, coinvolgendoli anche attivamente intorno alle principali feste e celebrazioni. Con ragazzi, giovani e adulti si cerca di dare al Centro comunitario anche la fisionomia di luogo aperto all'accoglienza, alla interculturalità, alla formazione, alla tolleranza e al rispetto tra religioni ed etnie, sviluppando le tradizioni locali positive, ponendoci anche come punto di incontro tra nord e sud dell'Albania per metterci come Chiesa al servizio dell'unità e del ricupero della vera identità, che è radicalmente cristiana, delle popolazioni balcaniche. L'ultimo contributo ricevuto dalla Caritas Vicentina si riferisce proprio a questo "progetto di interculturalità", tra albanesi di Albania e di Kossovo, che trova un luogo operativo nel Centro polivalente della nostra Missione di Lushnje.

Gli operatori della pastorale
Preti-diaconi di San Gaetano, suore della Divina Volontà, suore Piccole Ancelle del Sacro Cuore (fondate da mons. Liviero in Umbria e molto conosciute anche nel Veneto), Suore di Sant'Anna in arrivo per la comunità e il Centro di Bubullime dove si sono già fatte vedere più volte: queste le comunità operative fisse. Ci sono poi dei Volontari che intervengono frequentemente per progetti educativi particolari come il gruppo vicentino "Amici di Gina Pavan" collegati con il "Gruppo missionario don Ottorino" e con il MRCO "Movimento Rinascita Oriente Cristiano". Da Vicenza continua la collaborazione di alcuni volontari che periodicamente offrono le loro prestazioni specialistiche per progetti di lavoro e di formazione professionale. Ma la realtà più promettente è l'impegno di un gruppetto di laici del posto inseriti a tempo pieno e rimunerato nelle attività istituzionali e formative e dediti, in forma volontaria, alla catechesi nelle comunità periferiche dopo essersi preparati con un corso biennale tenuto dai preti e dalle suore della diocesi. Anche i gruppi di giovani volontari venuti da Vicenza e dall'Italia durante questa estate hanno apprezzato l'impegno dei laici locali nella vita del Centro e la corresponsabilità e collaborazione tra missionari, religiose, laici.nella animazione della comunità cristiana.

E la Chiesa?
A Lushnje non abbiamo ancora un edificio chiesa! In dieci anni ci siamo spostati ben sette volte per riservare alle celebrazioni eucaristiche il luogo più adatto; dalla cucina della suore e dal cortile al prefabbricato Caritas dentro l'ospedale; poi in un negozio affittato in centro città. Quando abbiamo avuto il terreno siamo passati nel primo capannoncino ivi costruito, quindi al seminterrato del nuovo Centro e ora nella sala rialzata.in attesa di poter avere una Chiesa vera e propria, come è previsto dal progetto globale e che è voluta e attesa dalla gente come il segno della identificazione e della presenza di cattolici qui nel sud. Sarà la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, l'unica nel distretto di Lushnje e prima di incontrarsi il tragitto centro-sud dell'Albania, sulla strada statale che va da Durazzo e Valona. Dio voglia che sia resa possibile quanto prima anche la realizzazione di quest'opera per la quale speriamo e chiediamo ancora la condivisione fraterna della Chiesa di Vicenza.
Don Zeno Daniele < /P>

Finalmente svetta alta sull'Albania la croce del Redentore del mondo

Le suore della Divina Volontà cin ilgruppo degli animatori

Un segno di speranza.Tanti bravi ragazzi coinvolti nelle attività del centro

Gli adolescenti sono presenti in numero considerevole

Un momento comunitario di preghiera a Lushnje

Don Zeno con tre catechisti

01/11/2002

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