| Il campionato cadetto dichiara lo stato di agonia ma nessuno, tra i notabili del Palazzo, interviene a tranquillizzare gli animi. Ci sono società come il Messina letteralmente strangolate da problemi economici che appaiono irreversibili. E basterebbe citare, a proposito del Messina, la firma frettolosa all'accordo con Stream (300.000 euro) quando tutte le altre consorelle della serie B hanno chiuso soltanto una settimana più tardi a un milione di euro. Un cappio al collo, quindi, con ipotesi di una ripetizione del travaglio della Fiorentina già adombrate da Carraro. | |
| Il Vicenza non sfugge alla regola. Può esibire un bilancio formalmente esente da pecche che non consente tuttavia di dormire sonni tranquilli: da un lato l'uso massiccio delle plusvalenze, proprio peraltro di tutte le società calcistiche, dall'altro la presenza di crediti non si sa fino a che punto esigibili considerano la crisi che investe il settore. Il tutto acuito da una carenza cronica di liquidità che accomuna il Vicenza, anche in questo caso, alla stragrande maggioranza dei sodalizi professionistici. Da parte di Carraro (ma non è lecito stupirsene) non esce una indicazione che è una. Registriamo soltanto un monito che non è neppure una parziale ammissione di colpa:"Di questo passo il calcio va verso la bancarotta, è il momento più difficile della mia carriera". Serve a qualcosa ricordargli che ai vertici della Lega, quando si è innescata la spirale di debiti che sta travolgendo il sistema, c'era sempre e soltanto lui, Franco Carraro, superboiardo di un Pianeta Sport (vedi anche il Coni) ormai all'asfissia ? Non riteniamo sia giusto, in presenza di una situazione che investe così pesantemente l'intero settore calcistico, imputare alla dirigenza biancorossa colpe particolari: il Vicenza si è allineato in definitiva al trend della stragrande maggioranza delle società e ha pagato pesantemente scelte che fino alla passata stagione apparivano non soltanto ineluttabili ma addirittura illuminanti. L'unica eventuale accusa è relativa alla dabbenaggine. Al fatto cioè di aver preso per oro colato le promesse e le garanzie dei soliti noti, da Carraro a Galliani, da Giraudo a Cragnotti, la task-force che sta conducendo lentamente ma inesorabilmente il calcio verso la rovina. |