| Chiudere gli occhi, abbassare lo sguardo, far finta di niente, voltarsi dall'altra parte, alzare le spalle, mettere la testa sotto la sabbia, sono numerosi i modi di dire comuni che indicano l'incapacità o il rifiuto di guardare in faccia la realtà della sofferenza nostra e altrui. Nell'esperienza quotidiana l'alcolista e il tossicodipendente non accettano di riconoscere la propria condizione, il marito o la moglie fanno di tutto per ignorare le infedeltà del coniuge, noi tutti restiamo inerti di fronte alle immagini di dolore trasmesse ogni giorno dalla televisione. A livello più generale, i governi negano qualsiasi responsabilità nei tanti massacri e orrori commessi ogni giorno in giro per il mondo. E alcuni storici arrivano addirittura a negare tragedie di proporzioni immani come l'Olocausto. Stati di negazione indaga per la prima volta in profondità il modo in cui singole persone e intere comunità evitano di confrontarsi con realtà scomode e dolorose, mostrando come e perchè mettiamo in atto meccanismi di diniego consapevoli o inconsapevoli. | |
| La ricchissima mole di casi discussi consente di comprendere in tutta la sua complessità un fenomeno che nel mondo dell'informazione globale ha acquisito proporzioni inedite e preoccupanti. I riferimenti precisi e documentati fanno di questa opera un lavoro fondamentale e imprescindibile per tutti coloro i quali, per studio, per lavoro o per semplice cultura personale, si trovano a confrontarsi ogni giorno con le domande della propria coscienza. Una nota di merito va sicuramente all'editore romano Carocci, che lo ha pubblicato tempestivamente anche in Italia, dopo che il suo successo all'estero, in America ad esempio, è già assodato: il Los Angeles Times lo ha incluso tra i quattro migliori libri dell'anno. Con Stati di negazione (La rimozione del dolore nella società contemporanea) Stanley Cohen dà una prova lucida ed estrema di come si possa parlare della realtà che ci circonda in termini crudi e quasi brutali, fuori da ogni metafora o "buonismo" alla moda, guardando in faccia le cose e le persone, i fatti e la storia, per ciò che sono e non per quello che noi vorremmo fossero o per ciò che ci farebbe comodo pensare per il quieto vivere.... Un gran bel libro, impegnativo senza dubbio, ma da non perdere. Alla fine, se ne esce forse un po' scossi, ma certo non si può più dire "io non sapevo..." Stanley Cohen insegna Sociologia alla London School of Economics and Political Science. |