Siamo una giovane coppia di Recoaro Terme e, dopo il matrimonio, abbiamo deciso di arricchire la nostra vita di coppia nell'impegno del servizio in una missione. Guidati da padre Brioni dei Saveriani di Vicenza, abbiamo preso contatto con il CUM (Centro Unitario Missionario) di Verona e successivamente con le madri canossiane e con l'Ufficio per la pastorale missionaria di Vicenza. Ci è stata fatta la proposta di andare in Tanzania presso la missione delle canossiane ad Arusha. Siamo partiti, pieni di entusiasmo e di buona volontà il primo luglio 1999 e ci siamo subito sentiti a nostro agio, avvertendo nel servizio che ci veniva chiesto, un'occasione stupenda per allargare gli spazi del nostro amore di coppia, aprendoci ai fratelli e ricevendone in cambio semplicità di relazioni e ricchezza di fede. Dopo un anno di missione Dio ci ha concesso il grandissimo dono di Maria, una stupenda bambina che oggi ha già due anni e ci allieta con il suo candido sorriso. Non nascondiamo d'aver incontrato anche parecchie difficoltà, dall'inserimento in un ambiente culturalmente, umanamente ed economicamente molto diverso dal nostro all'apprendimento di una nuova lingua, a qualche attacco di malaria. Dio rimane fedele anche nelle difficoltà Tuttavia il Signore ci è stato sempre accanto e la preghiera ci ha sostenuto nelle inevitabile prove donandoci luce e coraggio. Siamo cresciuti nella fede e ci siamo arricchiti di tantissime esperienze molto belle. Abbiamo imparato che Dio non è il tappabuchi che ci toglie di mezzo i problemi, ma l'amico fedele che ci sostiene e ci accompagna nelle difficoltà. Che cosa abbiamo fatto in Africa dal punto di vista operativo? Monica faceva scuola di taglio e cucito alle ragazze del villaggio e Angelo curava tutta la manutenzione del grande centro delle canossiane: idraulico, meccanico, elettricista, falegname, tutto quello che richiedeva la presenza di un uomo che ci sapesse fare. L'esperienza più bella L'esperienza più bella l'abbiamo vissuta con la gente del posto. Ci riempiva di gioia la possibilità di insegnare il lavoro del meccanico, dell'elettricista, l'economia domestica, ma ancora di più ci appagava la missione, fortemente avvertita, di essere testimoni del Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo con la parola e la vita. Siamo tornati a casa dopo tre anni, non perché fossimo stanchi, ma perché era scaduta la convenzione e, benchè la gente e le madri di Arusha desiderassero un prolungamento del servizio per almeno altri tre anni, l'incaricata generale delle missioni canossiane di Roma, ritenne conclusa l'esperienza. Siamo così rientrati, ma il cuore è rimasto in Missione, in Tanzania o altrove, dove il Signore vorrà aprirci una porta e dove ci sia data la possibilità di essere utili, servendo con semplicità, condividendo la vita della gente, testimoniando la nostra fede e il nostro amore.
Dotteschini Monica Busellato Angelo e Maria | |