| Ho avuto la grazia di poter andare in Bolivia a trovare i missionari che vivono la vocazione della Comunità Papa Giovanni XXIII in tale paese. Quasi tutti vivono in una immensa città, La Paz, che incanta per i suoi forti contrasti, sia dal punto di vista geografico, che dal punto di vista architettonico, culturale e umano. Immaginate di approdare in una brulla pianura a 4.000 metri sul livello del mare, circondata da catene muontose di neve perpetua, ma all'improvviso la pianura di spezza e scopre nel fondo una vallata formata da un'attiva metropoli con più di un milione di abitanti: siete giunti a La Paz. Le case sono abbarbicate su un terreno friabile che sembra dover franare da un momento all'altro; le viuzze sono sempre affollate da bambini e adulti che indossano abiti dai colori vivaci, e percorse da mezzi pubblici (qui le macchine private sono rare) che strombazzano in continuazione. Sono stata ospitata nell'hogar (casa famiglia) "Luz del niño" che si trova nel quartiere "Chamoco Chico", uno dei più poveri. Il centro della città si trova molto più in basso, e vi si stagliano grattacieli e costruzioni con pretese avveniristiche che stonano assai con le case che li circondano, tutte fatte di forati e per la quasi totalità senza intonaci.
La Casa-Famiglia di Nadia Cortese da Grossa. La casa famiglia ospita Marina e Nicolas, fratelli, e Daniel: tutti e tre vivevano sulla strada; sono molto vivaci e furbi, fanno di tutto per non ascoltare Nadia, la responsabile della casa, ma in questo non si diversificano per niente dai bimbi presenti nelle case famiglia in Italia e quindi confermano che le difficoltà educative sono più o meno uguali in ogni parte del mondo. Le altre case famiglia presenti a La Paz sono l'Hogar "S.Francesco d'Assisi" dove due sorelle boliviane, Beatrix ed Elvira, fanno da figure di riferimento a tre ragazzini; l'Hogar "Perfeta Alegria", casa di fraternità dove vivono Renza Bandiera, e due fratelli boliviani Luis Mollo e Raul Camacho. Quest'ultimo ha vissuto per un anno in Italia, a Padova, Vicenza e Rimini. La casa di fraternità ospita anche una madre col figlio di pochi mesi e un'altra persona adulta. A La Paz è presente anche l'Hogar S. Vincente che dà la possibilità a tanti uomini di vincere l'alcoolismo ed ha due sedi distaccate nella foresta amazzonica, a Chuspipata e ad Alto Beni. A S. Vincente si dà la possibilità di sviluppare le proprie capacità in vari laboratori: nella lavorazione della ceramica, in una falegnameria, nel laboratorio di metalmeccanica, nella serigrafia, nella panetteria e nella sartoria. Una Casa-Famiglia a Chucumarca Evelina, invece, vive fuori La Paz, in una casa donata alla Comunità, che si trova in un paesino disperso, Chucumarca; per giungerci bisogna percorrere un'ora di strada bianca che non riesco a descrivere. Dalla casa di Evelina, Hogar S. Margherita da Cortona, si gode un panorama meraviglioso dove tutto ti aiuta a metterti in relazione con Dio e a lodarlo per tanta meraviglia. Evelina fa da mamma a tre bimbi che prima vivevano in istituto: Horge, Anna e Jhonny. Il medesimo istituto dove vive Hulio, un bellissimo bimbo di due anni. La Bolivia è un mondo fatto di colori, musiche, razze, indumenti e tradizioni tanto variopinte che mi ha affascinato. Ma ciò che più mi ha conquistato è stata la fraternità fatta di piccole cose, che ti sorprende, ti fa gustare la presenza di Dio e cogliere il dono dell'istante presente. Andare a trovare i missionari sembra cosa da nulla, ma non lo è. Condividere con essi il quotidiano, sapere cosa vedono tutti i giorni dalla finestra, come devono fare per mangiare una pastasciutta decente, trascorrere con loro le serate sempre senza impegni e senza amici da frequentare, ti fa capire come l'ordinario possa essere così straordinario rispetto al nostro che è pieno di comodità e piacevolezze (soprattutto alimentari!). Quando si ritorna a casa, oltre ad affrontare in modo diverso il nostro quotidiano, portiamo con noi quei fratelli: ora ci appartengono un po' di più, come noi apparteniamo un po' più a loro. Un invito? Non tardate a programmare un viaggio in missione: è una grazia veramente particolare, un dono che aiuta a capire come in Cristo siamo un solo corpo. | |