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Lo sport vicentino parla del futuro
"Il dirigente di una società sportiva del CSI ha un ruolo di mediatore: deve essere punto di riferimento, raccordo e sintesi tra le persone che compongono il gruppo e deve essere in grado di motivare tutti". Questo il nucleo della discussione aperta dalla relazione dell'on. Renato Mosella, consigliere nazionale del CSI e presidente per tutti gli anni '90. Con lui Leo Leone, consulente nazionale dell'associazione di promozione sportiva.

Erano un centinaio i dirigenti del Centro Sportivo Italiano, domenica 27 gennaio nel palazzo delle opere sociali per il convegno formativo dedicato proprio alla figura del dirigente sportivo.

Il CSI è nato perché c'era bisogno dello sport promozionale, lo sport per tutti, non quello dei campioni, ma quello anche dei grandi numeri. Il rischio del lavoro dei dirigenti è quello di finire per realizzare quello che propongono molte altre associazioni. Ma il CSI ha una marcia in più:
deve puntare sul ruolo politico dello sport sociale. Per questo i dirigenti devono "conoscere e analizzare il territorio, programmare e animare la cittadinanza attiva: insomma lavorare prima di mettere in atto le iniziative sportive".

E poi lavorare molto a livello di comunicazione: non bisogna avere paura di farsi sentire dall'opinione pubblica. Mosella ha poi sottolineato come lo scopo dell'associazione sia quello di educare attraverso lo sport: il dirigente deve però mettersi in rete con le altre agenzie educative sul territorio (famiglia, scuola, parrocchia, altre associazioni giovanili) al fine di integrare al meglio il processo educativo dei ragazzi.

"E' importante aprirsi al territorio, collaborare con altre realtà, anche diverse, ma che alla fine animano gli stessi ragazzi - ha detto il consigliere nazionale - Sarebbe sbagliato coltivare solamente il proprio orticello e proseguire a compartimenti stagni. Ricordiamoci che troppo spesso - ha aggiunto Mosella - i ragazzi che da noi si comportano bene secondo le regole sportive, poi sono anche quelli che seguono il branco e finiscono per fare atti di vandalismo".

Leo Leone ha affermato che "i dirigenti sportivi non sono una razza in via d'estinzione, così come il volontariato non è una razza in via d'estinzione". Per il formatore nazionale i dirigenti dei gruppi sportivi devono imparare a comunicare: "Agli enti locali non bisogna fare solo richieste economiche, semmai si deve tentare di fare delle proposte e realizzare dei progetti insieme - e continua - Dobbiamo presidiare il territorio e quindi ci deve essere sempre un dirigente che partecipa attivamente alle consulte e ai comitati di gestione locali dello sport e del sociale".


28/02/2002

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