| Il nuovo libro di Amis, scrittore oxfordiano molto apprezzato e considerato tra i migliori autori inglesi del secolo, è una raccolta di nove racconti scritti nell'arco di un ventennio e pubblicato con un titolo che riassume con un'immagine fulminea il senso delle storie narrate. E infatti i personaggi che popolano il mondo di Amis sono tutti in un modo o nell'altro immersi in "cattive acque", reduci da tentativi andati a male, vittime di ambizioni inadeguate o di situazioni grottesche, paradossali. E a ben guardare cosa si potrebbe dire di un buttafuori fallito, di un portinaio che scrive romanzi, o di uomini sposati che abbandonano i piaceri del menage matrimoniale per dedicarsi all'onanismo più sfrenato? Il grottesco, vera cifra stilistica e narrativa dei racconti di Amis, traspare lampante in episodi come quello di cui è protagonista John: "John guardava il cibo. Il cibo guardava John. John dava un'occhiata al cibo. Il cibo dava un'occhiata a John. A John non garbava l'aspetto del cibo. Al cibo non garbava l'aspetto di John. Il cibo, a John, non sembrava mai morto in modo davvero convincente". E il grottesco si tramuta spesso in un suo corollario, il rovesciamento della prospettiva dalla quale siamo abituati a guardare il mondo. Così troviamo poeti che viaggiano con mezzi lussuosi e scendono in alberghi costosissimi, mentre la gente del cinema e dello spettacolo si barcamena alla meno peggio tra una sbornia e una giornata da dimenticare. Alla fine non si sa bene se solidarizzare con queste "strane" persone, che in fondo potrebbero anche essere i nostri vicini di casa, oppure prenderne le distanze, come se appartenessero ad un altro pianeta. Di certo c'è che lo sguardo di Amis è tutt'altro che garbato o politicamente "corretto". Piuttosto è una lama tagliente e acuminata, che seziona le possibili realtà di un mondo che risulta altrettanto realistico di quanto improbabile esso possa apparire ad uno spettatore distratto. |