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Ancora un dribbling per Roby Baggio
di Adalberto Scemma
"Dicono che abbia fatto dei bei dribbling, nella mia carriera. Hanno ragione. Nessuno, però, ha ancora scritto che il mio dribbling migliore è stato questo. Superare in tunnel l'autocommiserazione, trovare la forza dentro di me, arrivare a 35 anni con ancora la voglia di divertirsi, la capacità, orgogliosamente intatta, di stupire.". E' l' incipit del terzo capitolo dell'autobiografia di Roberto Baggio. Il titolo è emblematico: "Nascere, soffrire, cominciare".

E' racchiusa in sintesi una storia che al di là delle straordinarie passioni che ha innescato, o dei momenti esaltanti che il protagonista si è trovato a vivere, ci regala l'approccio con una vicenda che è soprattutto spirituale, prima ancora che sportiva.

"Ho giocato una carriera intera con una gamba e mezzo", rivela Baggio. E chi è stato partecipe, con lui, delle sofferenze e dei sacrifici cui tale menomazione ha dato origine, può comprendere anche nei dettagli il significato di una lotta che è tuttora aperta, nonostante le previsioni in negativo di chi consiglia Roby a chiudere con il calcio e con lo sport attivo dopo l'addio al lungo sogno di prendere parte, proprio in Giappone, al "suo" Mondiale, l'ultimo della carriera ma al tempo stesso il più significativo.

La vicenda di Baggio è stata seguita in questi giorni, in tutto il mondo, con totale partecipazione emotiva. L'intervento di ricostruzione del legamento anteriore crociato del ginocchio sinistro è durato in tutto 40 minuti, il chirurgo prof. Marcacci ha garantito tempi di recupero abbastanza contenuti, 3-4 mesi al massimo.

Non ci sono margini, insomma, per quel miracolo che "Una porta nel cielo" (questo è il titolo dell'autobiografia di Baggio) lascia ipotizzare quando affronta il tema dell'imprevedibile che ha scandito nel bene o nel male l'intera carriera di Roby. E tuttavia è sufficiente la dichiarazione a caldo rilasciata subito dopo l'intervento per mettere a fuoco il carattere di un campione che non rinuncerà mai a lottare, che non si darà per vinto neppure di fronte all'ennesimo infortunio.

"Nella mia carriera -ha dichiarato Roby- ho già vissuto momenti tristi come questo. Sono sereno e consapevole. Avevo seguito anch'io gli esami diagnostici eseguiti in questi giorni ed ero quindi preparato ad una notizia del genere. L'ho accolta, comunque, con grande serenità. E sono pronto, quando il destino me lo consentirà, a riprendere tutto daccapo".


05/02/2002

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