| ha operato in modo tale da evitare (sulla carta) il pedaggio che tutte le neo-retrocesse pagano a una serie B sempre più indecifrabile. Dire che i risultati sono stati deficitari è dire poco: in realtà la delusione ha complicato, sino a renderlo conflittuale, quel rapporto con la tifoseria che in provincia è non soltanto importante ma addirittura fondamentale. C'è un triplice obiettivo, dunque, a scandire le scelte in proiezione. Da un lato la società si trova nella necessità di ricreare il feeling con il Menti per non perdere lo zoccolo duro del tifo; dall'altro deve rifondare la squadra inserendo da subito sul mercato i giocatori troppo votati alle sortite individuali e troppo poco disponibili ad assecondare le esigenze del collettivo. Quale strategia di partenza, dunque ? Ci permettiamo di suggerirne una che potrebbe ricreare attorno alla squadra un immediato alone di simpatia: adottare una realistica politica dei giovani attingendo a piene mani non soltanto al vivaio (la "Primavera" del Vicenza è ricca di giocatori interessanti) ma anche al tradizionale serbatoio delle squadre trivenete di serie C, fino ad oggi colpevolmente trascurato. Non senza aver confermato, naturalmente, quel gruppetto di giocatori anziani che avranno mostrato da qui alla fine del campionato -oltre alle qualità tecniche- anche un minimo di attaccamento ai colori. Stop ai mercenari, insomma, e chiusura totale anche nei confronti di quelle rocambolerie di bilancio meglio note come "plusvalenze". Sarebbe questo il modo migliore, al tempo stesso, per festeggiare il Centenario rimanendo fedeli alla più radicata tradizione vicentina. |