| Spediti in archivio i sogni-promozione, il Vicenza volta pagina e disegna obiettivi più proponibili. Non prima, tuttavia, di aver perfezionato la pratica relativa alla salvezza, operazione abbordabile sulla carta ma non una semplice formalità: la serie B ha riservato anche in passato amare sorprese a chi ha scelto la strada della superficialità. Anche per questo la partita con il Crotone ha assunto una importanza fondamentale. La vittoria ha proiettato il Vicenza a 40 punti, a un passo cioè dalla quota necessaria per confermarsi tra i cadetti. Non ha contribuito tuttavia a riavvicinare alla squadra una tifoseria sempre più inquieta, incapace di sganciarsi dal ricordo dei fasti passati. | |
| Nel mirino dei tifosi è finito spesso Rinaldo Sagramola, il direttore generale cui vengono imputati gli errori compiuti in sede di campagna acquisti. Ma Sagramola ha sempre difeso con forza le proprie scelte e lo ha fatto in maniera vibrata anche nel corso di un recente accesissimo faccia a faccia con le varie componenti del tifo proposto in diretta da Tva. Gli errori ? "La fretta -ha ammesso Sagramola- è stata cattiva consigliera. Abbiamo cercato di semplificare la strada del ritorno in A per onorare la ricorrenza del Centenario. Per questo, invece di fare programmi a lunga scadenza, abbiamo puntato su giocatori di qualità e su un tecnico come Fascetti dal curriculum ineccepibile". "Ma il tutto e subito, purtroppo, non sempre va d'accordo con le esigenze di un campionato come quello di B che ha cambiato in maniera vistosa le proprie coordinate. Non a caso sono state privilegiate squadre come il Modena, il Como o l'Empoli costruite secondo un progetto tattico specifico. Il Vicenza invece ha seguito la strategia della navigazione a vista: un errore, certo, ma avevamo il dovere, anche nei confronti della tifoseria, di provarci". L'analisi della stagione vicentina evidenzia un bilancio tecnico vistosamente in rosso che stride invece con il bilancio istituzionale, esibito da Sagramola con orgoglio: i conti delle ultime stagioni confermano infatti che la società è in salute, che può investire con serenità, che può continuare insomma a perseguire obiettivi ambiziosi. Non mancano del resto i motivi per giustificare un certo ottimismo, a cominciare dai risultati positivi che emergono dal settore giovanile. Ed è proprio in questa direzione che il Vicenza opererà, c'è da crederlo, in misura concreta dopo aver centrato, come si diceva, l'obiettivo salvezza. L'avvento di Fabio Viviani ha garantito a Maggio uno spazio fisso in prima squadra mentre sta riemergendo Paolo Zanetti. Altri ragazzi della Primavera di Renica potrebbero tuttavia inserirsi in un progetto di valorizzazione del vivaio riferito alla prossima stagione. Inutile dire che le giornate conclusive consentiranno a Viviani di stilare una lista attendibile dei giocatori da confermare. Le delusioni non sono mancate, soprattutto da parte dei grossi calibri (Margiotta, Schwoch, Marcolini, Tomas, Zanchetta.) ma va detto che costoro hanno pagato soprattutto l'assenza di un autentico "progetto squadra". Tutta da valutare, poi, la decisione della società di emarginare prima Bernardini e poi Chianese. |