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Una difesa da rifondare.
di Adalberto Scemma
Il punto debole del Vicenza ? La difesa. Tutti d'accordo, i critici, nell'individuare nel pacchetto di retroguardia il reparto meno affidabile. Non mancano le giustificazioni, ovviamente: nessuna squadra ha sperimentato con cadenze così insistite tutte le soluzioni possibili e immaginabii. Si è cominciato con l'inedito del libero staccato, francamente imbarazzante per la serie B, e si è proseguito con una proposta altrettanto inedita, quella che prevedeva il libero davanti alla difesa. Poi avanti con il reparto a quattro, a tre, a cinque, e chi più ne ha più ne metta.

Soluzioni che hanno ingenerato alla fine soltanto molta confusione senza apportare benefici pratici alla squadra. Vediamo di analizzare dunque le possibili variazioni. Il portiere ? Sterchele ha vinto alla grande la propria battaglia con i tifosi disputando una stagione in crescendo e risultando nelle ultime battute costantemente tra i migliori. Facile ipotizzare una sua conferma, anche per via del contratto che lo lega al Vicenza ancora per un anno.

Davanti a Sterchele -secondo un trend che caratterizza in questa stagione il poker di testa- sarà schierata prevedibilmente una difesa a quattro. La linea a tre, in una serie B che presenta sotto il profilo tattico varie difficoltà di interpretazione, innesca infatti rischi eccessivi: lo ha dimostrato il Vicenza stesso nelle occasioni (non moltissime, per la verità) in cui ha optato per questo modulo.

Cominciamo dal difensore di destra, dunque. L'escalation di Cristian Maggio, in linea con le previsioni espresse a suo tempo da Savoini, è proseguita nel corso della stagione in maniera più che soddisfacente: il ragazzo ha qualità potenziali straordinarie, è cresciuto ampiamente sotto il profilo tecnico, è maturato anche dal punto di vista della personalità. Partire dalla conferma di Maggio, insomma, significherebbe partire con il piede giusto. Guai a dimenticare tuttavia che il ragazzo è tra i pochi biancorossi a godere di una quotazione di mercato apprezzabile (diciamo sei-sette miliardi) e che per visionarlo si stanno muovendo ultimamente anche le grandi squadre.

Difficilmente, nell'ipotesi della cessione di Maggio, il Vicenza opterà per una soluzione interna. Nel ruolo specifico non sono presenti nel ruolo giocatori in grado di garantire un contributo di qualità e quantità, sempre che non si decida (e forse sarebbe davvero tempo) di dare fiducia a quell'Adami per il quale qualche anno fa era stata ipotizzata addirittura una carriera in azzurro. Tutta da decifrare anche la scelta dei due centrali difensivi. Il Vicenza ha vincolato Rivalta con un contratto a lungo termine (altre quattro stagioni) e sarebbe imbarazzante pensare a un suo accantonamento a priori.

Rimangono da valutare tuttavia le reali condizioni del ragazzo, bersagliato da una lunga serie di infortuni e costantemente ai margini della formazione titolare. Dulcis in fundo, il problema rappresentato da Alessandro Dal Canto, spesso al centro di una contestazione francamente indecifrabile da parte della tifoseria. Dal Canto è un serio professionista (lo ha dimostrato in tutte le squadre dove ha trovato impiego) e ha indossato con fierezza la fascia di capitano assumendosi all'occorrenza qualsiasi tipo di responsabilità. I rapporti con la curva tuttavia sono quelli che sono ed è difficile pensare che possano cambiare radicalmente. Una cessione farebbe, tra l'altro, anche il bene del ragazzo.


18/04/2002

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