| Ne emergono i modi e i motivi della sofferenza femminile, nelle sottili convergenze fra ragioni biologiche, psicologiche, sociali e culturali. E si scopre che la fragilità é l'altra faccia di una sensibilità accentuata; che la seduzione e il narcisismo nascondono un bisogno di conferme; che la paura di essere abbandonate deriva dalla condizione storica di dipendenza dall'uomo. "Oggi le donne appaiono educate all'autonomia e alla parità con gli uomini -scrive l'autrice- realizzate nel lavoro, capaci di esprimere senza timidezza le loro opinioni. Eppure molte di loro, la maggioranza, nascondono un profondo senso di insicurezza e di indeguatezza....che si insinua in ogni ambito dell'esistenza, quasi una voce che sussurra: sei riuscita a raggiungere il tuo obiettivo, ma é stato solo un caso, il ruolo che occupi non é il tuo, non sei capace, non sei all'altezza". Questo senso di inadeguatezza, che pure é così diffuso nella nostra società segnata da incertezza e precarietà, assume per le donne, secondo Slepoj, un significto peculiare: esse infatti, oltre a dover rincorrere gli ideali narcisistici di perfezione oggi così "obbligatori", conservano dentro di sé le ferite del passato, di una cultura che per secoli ha svalutato il femminile e tutti i suoi corollari. Ma se un tempo le donne soffocavano la loro voce e i loro bisogni, vittime di una cultura patriarcale che non riconosceva loro i fondamentali diritti e le relegava ad "angeli del focolare", le trasformazioni avvenute nella società degli ultimi decenni hanno inciso profondamente sulla stessa identità di genere, causando una sorta di "spaesamento". Oggi, secondo l'autrice, le donne vivono una confusione di ruolo che genera una grande contraddizione di fondo: se da un lato sono gratificate per la possibilità, un tempo preclusa, di realizzarsi nel lavoro e nella vita pubblica (anche se ancora molta strada c'é da fare...), dall'altro sussiste quell'antico disagio di non sentirsi all'altezza del "doppio ruolo" pubblico e privato, dovendo conciliare, a prezzo di enormi sacrifici, il lavoro fuori casa con quello dentro le mura domestiche. Un disagio che speso sfocia, come testimoniano le statistiche, in patologie invalidanri: anoressia, bulimia, stati depressivi, ansia, attacchi di panico, abuso di psicofarmaci. Proprio perché é così difficile aderire agli stereotipi proposti dai mass-media, che vorrebbero la donna "perfetta" in ogni ruolo (bella, snella, capace, sorridente, madre e moglie solerte ecc....), si crea una frattura tra le aspettative indotte e le reali possibilità umane. Questo "spaesamento", questa vulnerabilità e insicurezza di fondo, che sono alla base delle ferite cui fa riferimento il titolo del libro, creano, come detto, autentica sofferenza e innumerevoli difficoltà. Ma le donne, ed é questo il messaggio positivo di fondo, hanno trovato oggi il coraggio e la forza di guardare dentro loro stesse con lucidità. E stanno scoprendo che le ferite, per quanto dolorose, possono essere anche un'opportunità. Una porta d'accesso al loro mondo interiore, da sempre ricco di grandi risorse, e di un'energia creatrice che le rende uniche ed insostituibili. Vera Slepoj é presidente della Federazione Italiana Psicologi. Esercita la professione di psicoterapeuta a Padova e a Milano e ricopre numerosi incarichi ministeriali. Tra le sue recenti pubblicazioni il bestseller "Capire i sentimenti" e "Legami di famiglia". |