| sull'andamento del mercato delle locazioni e suggerire le conseguenti politiche da intraprendere per quanto riguarda l'edilizia residenziale pubblica". Secondo il Sunia l'Osservatorio dovrebbe incrociare una serie di dati per capire quale sia il numero reale delle abitiazioni sfitte. I dati Istat devono essere confrontati con le registrazioni dei contratti presso gli uffici del Ministero delle Finanze, - sottolineno al Sunia - verificate con i dati dell'Ici e con i contratti delle utenze domestiche per luce, acqua e gas. "Troppe case risultano prime case ai fini dell'imposta comunale sugli immobili, e invece poi si scopre che sono affittate - denuncia Tomasini - Lo si capisce dai contratti AIM perché spesso il contratto non é stato registrato all'ufficio del Registro". "Bisogna partire una volta per tutte a fare questi controlli, e gli enti e le aziende pubbliche devono collaborare - continua il segretario provinciale del sindacato inquilini e aggiunge - Noi del Sunia da sempre abbiamo proposto che per risolvere il problema degli alloggi sfitti bisognasse utilizzare la leva fiscale, ma l'amministrazione comunale di Vicenza non ha ancora dato segnali concreti in questo senso ". La proposta del Sunia sull'imposta comunale sugli immobili (ICI) é semplice: aliquota alta per i proprietari che tengono le seconde case sfitte, "normale" per coloro che affittano a prezzo di mercato e azzerata per i proprietari che scelgono di affittare con il canale contrattuale agevolato previsto dalla legge. "Di fronte all'altissimo numero di sfratti per morosità, che supera il 70% dei casi, l'unico modo per contenere l'andamento dei prezzi del mercato dell'affitto é quello di dare gambe al contratto a canale concordato - prosegue Tomasini - Per questo abbassare l'Ici in modo consistente a quei proprietari che decidono di intraprendere questa strada, peraltro prevista da una legge, significherebbe risolvere in buona parte il problema del disagio abitativo esistente." Al Sunia spiegano che pur di avere una casa molte famiglie prendono quello che c'è sperando di poter pagare, ma alla fine si trovano morose e vengono sfrattate. Gli sfrattati poi si rivolgono all'assessorato alla casa e agli interventi sociali: gli operatori allora si vedono costretti ad aiutare queste famiglie con i contributi per l'assistenza sociale. "E questa è una situazione grave - denuncia il segretario provinciale del Sunia - perché si vanno ad utilizzare dei fondi sociali a disposizione della cittadinanza per sostenere affitti esosi anziché trovare dei sistemi e meccanismi per calmierare il mercato e per contenere gli affitti e i canoni".
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